L’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori, sebbene annunciata, è arrivata come un tsunami nel mondo editoriale italiano. Le borse hanno reagito bene, e ti pareva? Meno entusiasti appaiono gli operatori del settore, in particolar modo i librai. Alberto Galla, presidente dell’Ali (Associazione librai italiani) ha espresso le perplessità sul piano commerciale a nome della categoria. Ha anche precisato di “non essere troppo preoccupato dal punto di vista editoriale…

Io, invece, lo sono anche dal punto di vista editoriale, perché una tale concentrazione di marchi non fa bene al settore. E voi mi chiederete, ma cosa c’entra tutto ciò con l’editoria digitale?
Questa operazione potrebbe dare nuova linfa al settore self-publishing, far crescere gli indie e far approdare su questa spiaggia anche scrittori blasonati e molto noti. Andrea De Carlo, ad esempio, ha già annunciato, in un’intervista a Il Libraio, di essere attratto dal self-publishing e dai piccoli editori. Le sue parole sono rimbalzate su Twitter.

Vale la pena di ricordare che Umberto Eco, lo scorso febbraio, aveva pubblicato su Il Corriere della Sera un appello contro tale acquisizione chiamando in causa proprio l’Atitrust. Un appello firmato dagli autori di Bompiani ma sottoscritto anche da molti scrittori di altre case editrici.

Ora tutti confidano nell’Antitrust, ma cosa accadrà se arriverà l’approvazione? Gli autori firmatari lasceranno il nuovo polo editoriale e si rivolgeranno ad altre case editrici?
Indubbiamente si genererà uno sconvolgimento nel settore, che sarebbe ancora più grande se alcuni autori decidessero di entrare a far parte del variegato mondo dei self-publisher.
In altri Paesi è accaduto. In Gran Bretagna nel 2012 Orna Ross ha fondato ALLi- The Alliance of Independent Authors un’associazione che riunisce gli indie a livello mondiale e in poco tempo è diventata molto potente.

E in Italia cosa accadrà? Staremo a vedere, ma non vi nascondo che a me piacerebbe vedere un po’ di scompiglio nel settore dell’editoria, un mondo legato a vecchie e spesso poco chiare consuetudini che sicuramente non giovano alla cultura.