Tensione all’apertura del direttivo Cgil a Expo. Nel primo giorno della riunione, cinque dirigenti del sindacato hanno inscenato una protesta contro la scelta di organizzare l’evento proprio all’interno dell’esposizione universale. Una scelta contestata anche dal segretario Fiom Maurizio Landini, che ha deciso di non varcare i cancelli di Rho. I sindacalisti hanno sfilato per il decumano di Expo esponendo uno striscione, ma sono stati fermati e denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata.

Il breve corteo si è tenuto la mattina del 5 ottobre all’interno dell’esposizione universale. I cinque dirigenti Cgil, Sergio Bellavita, Eliana Como, Mario Iavazzi, Maria Pia Zanni e Giulio De Angelis, appartengono alla corrente “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione in Cgil“. Arrivati lungo il decumano, la via principale che attraversa i padiglioni di Expo, i sindacalisti hanno sfilato dietro uno striscione che recitava: “Exponiamoci contro la fiera dello sfruttamento“. Poi hanno cominciato a distribuire volantini che denunciavano le condizioni di lavoro in Expo e contestavano la scelta della Cgil di tenere il direttivo al suo interno. A quel punto, è scattato l’intervento delle forze dell’ordine.

“Ci hanno strappato lo striscione di mano e buttato a terra il telefonino con cui stavamo riprendendo la scena – racconta Sergio Bellavita, portavoce dell’area Opposizione in Cgil – Non siamo stati pestati, ma siamo stati trattati in maniera brutale: era una manifestazione pacifica e democratica, ma siamo stati aggrediti e strattonati fino al posto di polizia, dove ci hanno tenuto tre ore”. Da qui, i manifestanti sono usciti con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata. Una volta rilasciati, ad aspettare i sindacalisti c’era il segretario generale Susanna Camusso con la segreteria Cgil. In una nota, il sindacato fa sapere di avere “da sempre assunto la posizione di battersi per la legalità e di essere al fianco dei lavoratori e di rappresentarli: l’iniziativa di alcuni dirigenti, pur da noi non condivisa, ci appare per questo legittima. Sulla base di questo assunto consideriamo eccessiva e sbagliata la scelta delle forze dell’ordine di denunciare coloro che si sono resi protagonisti di alcuni atti di protesta”.

La manifestazione e i fermi di polizia sono solo l’ultima puntata di una polemica che da settimane agita il sindacato. “Il sindacato è un’altra cosa” ha accusato il segretario Susanna Camusso di avere assunto “una precisa posizione di campo”. “Il parterre di Expo – si legge in un comunicato della corrente – ha già ospitato il Partito democratico e gli industriali di Confindustria riuniti nella loro assemblea annuale. Entrambi autori e complici del saccheggio perpetrato ai danni della collettività, entrambi smaniosi di ricavare il massimo profitto dall’ipocrita esposizione internazionale governata dalle multinazionali. Forse Susanna Camusso si sente in buona compagnia, noi no”.

Sulla stessa linea anche Maurizio Landini, che aveva scritto una lettera a Camusso. Al leader della Fiom non era andata giù l’idea del direttivo a Expo e, soprattutto, la visita guidata prevista per i dirigenti, organizzata dall’associazione Auser. Così, aveva accusato la segreteria di “finanziare un tour turistico di dirigenti sindacali con i soldi dei nostri iscritti”. Pronta la risposta della leader Cgil: “Perché abbiamo scelto quella sede? Perché lì lavorano migliaia di persone e i delegati da loro eletti ci hanno chiesto di essere con loro, di aiutarli a dare visibilità al loro lavoro, al loro impegno sindacale ed ai risultati contrattuali raggiunti”. Eppure, la risposta non ha convinto Landini, che ha deciso di disertare l’appuntamento, per partecipare solo al secondo giorno del direttivo, il 6 ottobre, organizzato fuori da Expo, alla sede della Cgil Lombardia. E ha rilanciato: “Perché mai un dirigente della Cgil deve essere finanziato per visitare l’Expo e non si paga quella visita da solo, se vuole farla? Perché di questo si tratta, di una visita in orario di lavoro. Un lavoro pagato con i contributi degli iscritti“.