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Clamoroso agli US Open, Shelton fa l’impresa ed elimina Alcaraz dopo 4 ore e mezza. Nervosismo e conati di vomito per lo spagnolo

In una maratona notturna l'americano ha la meglio sullo spagnolo, che esce da campione in carica. In semifinale incontrerà il connazionale Tiafoe
Clamoroso agli US Open, Shelton fa l’impresa ed elimina Alcaraz dopo 4 ore e mezza. Nervosismo e conati di vomito per lo spagnolo
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Dopo un’infinita partita durata 4 ore e 28 minuti, Shelton batte Alcaraz con punteggio 6-7, 6-1, 6-3, 1-6, 7-6 nel match finito più tardi nella storia degli Us Open (alle 3:30 locali). Dopo un quinto set emozionante e giocato alla pari, risulta decisivo il supertiebreak, dove l’americano va sotto di un break, ma si riprende e vince 10-7 con tanto di ace finale sull’ultimo punto. Shelton sfata il tabù Alcaraz: è la prima vittoria contro lo spagnolo, che era tra l’altro il detentore dello US Open. E proprio durante il quinto e decisivo set, Carlos Alcaraz – durante un cambio campo – ha prima allontanato un cameraman con la mano, poi ha vomitato a bordocampo, coprendosi con l’asciugamano.

Grande soddisfazione per il giovane statunitense che si trova in una forma smagliante, dimostrata tra l’altro non più tardi di un mese fa sul cemento di Montreal doveva aveva vinto per la seconda volta di fila il Master 1000 della città canadese. Ma anche lo spagnolo deve essere orgoglioso per il suo percorso: dopo 4 mesi di stop per l’infortunio al polso, sembra aver pienamente recuperato il proprio tennis. Gli Us Open avranno sicuramente un americano in finale: con questa vittoria Shelton si guadagna, infatti, l’accesso alla semifinale dove incontrerà il connazionale Tiafoe, protagonista nella notte di una clamorosa rimonta (da 0-2 a 3-2) contro Michelsen.

Curiosità: è stata la giornata/nottata di tennis più lunga di sempre. I match Tiafoe-Michelsen (andato al quinto set), Sabalenka-Noskova e Pegula-Navarro (finiti entrambi al terzo set) hanno prodotto un ritardo tale che l’ultimo punto del match tra Alcaraz e Shelton si è giocato alle 3.30 locali (circa le 9.30 italiane). “Per me è sempre una questione di persone tra il pubblico. Che si tratti dei miei allenatori e della mia squadra, o della città di New York che si è presentata stasera fino alle 3 del mattino, intonando cori per gli Stati Uniti fino alla fine, è questo che mi ha dato la forza di andare avanti e mi ha permesso di vincere alla fine”, ha spiegato Shelton dopo la partita. “È incredibile. Dico sempre che questa è la città sportiva più bella del mondo. Questo è lo stadio più bello del mondo. Spero solo che la mia migliore amica e mia sorella non debbano essere al lavoro alle 6 del mattino tra tre ore. Sarebbe fantastico per loro avere un giorno libero.”

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