Ad aprire il fronte degli eco bonus nella guerra legale contro Volkswagen è stata per prima la Spagna. Nel mirino di Madrid, nei giorni scorsi, sono finiti gli incentivi erogati in questi anni per sostenere il settore auto e finiti per una fetta importante alla casa tedesca. Tanto che il ministro dell’Industria iberico ha incaricato l’avvocatura dello Stato di studiare un procedimento per tentare il recupero di questi fondi, per un valore che in base a un calcolo spannometrico potrebbe arrivare a 300 milioni di euro. Ma allargando lo sguardo agli Usa e al resto d’Europa, i sussidi ottenuti dalla casa di Wolfsburg senza averne diritto salgono oltre il miliardo di euro.

In Spagna bonus da mille euro per chi compra macchina “verde”  – Generalmente gli incentivi arrivano sotto forma di crediti di imposta al concessionario che abbassa il prezzo dell’auto ma in compenso paga poi meno tasse. Per lo Stato non si tratta quindi di soldi che escono, ma di gettito che non entra. In ogni caso cambia poco: sono anni che la Spagna finanzia politiche di sostegno alle quattro ruote. Fino al 2009 il bonus era di 2mila euro a vettura. Gli incentivi sono stati poi reintrodotti nel 2013 e ripetutamente rinnovati fino ad oggi, con uno sconto di 1000 euro in caso di rottamazione di veicoli con 7-10 anni di anzianità sostituiti con vetture a basse emissioni. Il periodo in cui Volkswagen ha venduto auto con valori delle emissioni alterati va da fine 2008 a settembre 2015. Secondo il quotidiano El Pais, dal 2009 Seat (marchio del gruppo che in Spagna ha una quota di mercato di circa il 16%) ha montato nei suoi veicoli più di 500mila motori con il software truffaldino. Difficile dire in quale misura abbiano beneficiato degli incentivi anche perché, è bene ricordarlo, non esiste ancora una lista ufficiale dei veicoli che sforano o sforavano effettivamente i limiti europei. Volendo azzardare un calcolo e ipotizzando circa 100mila vetture “truccate” vendute ogni anno nei tre anni in cui erano previsti bonus, si arriverebbe a circa 300 milioni di euro.

Negli Usa sussidi indebiti per 51 milioni di dollari – Anche negli Stati Uniti la casa tedesca ha ricevuto incentivi pubblici sotto forma crediti di imposta da 1.300 dollari a veicolo. Qui i conti ha provato a farli il Los Angeles Times arrivando alla conclusione che Volkswagen avrebbe incassato indebitamente sussidi per 51 milioni di dollari sulla vendita di 39mila Jetta e Jetta sport wagon, due delle auto incriminate inserite nella lista di quelle “verdi” nel 2009, e solo per quell’anno.

Berlino ha versato bonus di 2.500 euro a veicolo. Ma è difficile che li chieda indietro – Più articolato il quadro per quel che riguarda gli altri Paesi europei. Tra il 2009 e il 2010 incentivi per il ricambio di auto sono stati varati in Germania, Italia, Inghilterra e Francia. Date che potrebbero in parte sovrapporsi con le annate dei modelli VW equipaggiati con i motori incriminati aprendo qualche spazio per azioni legali. Il bonus tedesco del 2009 era consistente, 2.500 euro ad acquisto con uno stanziamento complessivo di 1,5 miliardi di euro. Il programma aveva però vincoli di carattere ecologico poco severi e difficilmente Berlino vorrà infierire sul primo datore di lavoro del Paese, partecipato al 20% dal land della Bassa Sassonia. Fino ai primi mesi del 2010 in Gran Bretagna erano previsti incentivi di 2mila sterline (2.700 euro al cambio attuale) e nello stesso periodo, tra il 2009 e il 2010, si è mossa pure la Francia mettendo sul piatto circa 600 milioni di euro. Nel 2009 il bonus era di 1000 euro a veicolo, scesi nel 2010 prima a 700 e poi a 500 euro.

In Italia sconti di 1.500 euro per l’acquisto di Euro4 e Euro5 – Nel 2009 e nei primi mesi 2010 anche l’Italia ha sostenuto un programma di eco incentivi per l’auto. Era previsto uno sconto di 1.500 euro per la rottamazione di vetture con almeno 10 anni a fronte dell’acquisto di auto Euro4 o Euro5. Il limite di emissioni di anidride carbonica (CO2) per il diesel era di 130 grammi a chilometro, lo stesso valore chiesto oggi. Volkswagen ha annunciato che in Italia verranno richiamate circa 600mila auto immatricolate da fine 2008 ad oggi. Volendo giocare con le cifre e ipotizzando di dividere il numero complessivo delle auto coinvolte per i 6 anni interessati, dando per scontato che fossero tutte oltre i limiti, si può pensare che durante il periodo degli eco bonus VW abbia incassato 150 milioni di incentivi su cui si potrebbero aprire verifiche. Mercoledì il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha annunciato: “Valuteremo tutte le azioni che tutelano le iniziative che abbiamo preso: se siamo stati ingannati o truffati è giusto che ci sia un riscontro o risarcimento”. Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi i margini per un’azione legale ci sono. “I 10 anni che farebbero scattare la prescrizione non sono trascorsi, e in quanto vittima di una truffa lo Stato dovrebbe avviare una causa risarcitoria civile per recuperare i soldi”. Inutile in questo caso parlare di class action. Rienzi aggiunge che il “Codacons è pronto a mettere gratuitamente a disposizione dello Stato la consulenza dei suoi legali”.