150mila visitatori da tutto il mondo, code di centinaia di persone ogni giorno spesso sotto la pioggia, oltre 20 milioni di sterline tra incassi e indotto per la piccola cittadina inglese di Weston-super-Mare. Dismaland, il “parco per famiglie inadatto ai bambini” dell’artista incappucciato Banksy, chiude dopo cinque settimane con un bilancio oltre ogni aspettativa. Domenica 27 settembre 2015 è l’ultimo giorno per visitare il “bemusement park” che il misterioso graffitaro più celebre e irriverente al mondo ha creato dal nulla in qualche settimana nella grigia cittadina del sud-ovest britannico, a pochi chilometri da quella Bristol che lo vide iniziare a disegnare scimmie e poliziotti sui muri nei primi anni novanta. I biglietti disponibili per le ultime 24 ore costano 3 sterline e saranno validi per le due entrate del mattino alle 11 e alle 14 e per quella serale, l’ultima alle 19.

Una marcia trionfale quella di Banksy a Weston-super-Mare che, tra una carrozza di Cenerentola ribaltata come fosse sotto il tunnel de l’Alma, un sorridente primo ministro inglese stropicciato e schiacciato su un cartellone pubblicitario, una sirenetta cupa e un tetro castello alla Disney al centro del parco, saluta i suoi fan provenienti, secondo le prenotazioni alberghiere, perfino dall’Australia, dal Canada e Hong Kong. “La gente ci ha chiamato in continuazione per le prenotazioni. Una cosa mai successa prima”, ha spiegato al Guardian Wayne Entwhistle, il direttore dell’hotel Grand Atlantic che si affaccia sull’entrata di Dismaland. Infatti, l’associazione albergatori della città stima che rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, da quando è stata aperta Dismaland, è avvenuto un incremento di vendita di 50.000 notti tra alberghi e B&B a Weston-super-Mare. In una delle ultime lunghe file per entrare, quella di venerdì 25 settembre, si potevano incontrare diciottenni e cinquantenni, gente del luogo e persone che, come riporta ancora la corrispondente del quotidiano inglese, avevano programmato le ferie in modo da poter passare una giornata nel parco ideato da Banksy.

Proprio venerdì scorso la fatiscente Dismaland ha celebrato le ultime 48 ore di vita con un concerto/cerimonia di chiusura che ha visto succedersi le Pussy Riot (per la prima volta in un concerto dal vivo in Inghilterra con tanto di finta contestazione e poliziotti/attori a manganellare), Kate Tempest e i De La Soul. “Banksy non ha paura di parlare di argomenti importanti nelle sue opere o renderle politiche. Cosa che in giro fanno ben in pochi”, ha raccontato al Guardian  non come tanti altri artisti in giro”, ha riferito al Guardian Nadezhda Tolokonnikova, un membro del gruppo russo. “C’è un installazione a Dismaland che abbiamo trovato particolarmente potente. Ci sono alcune imbarcazioni di profughi e alcuni di loro sono morti o annegati, ma si può anche guidare le barche con un telecomando. Certo è controverso, è di cattivo gusto, ma fa pensare la gente. E questo è ciò che l’arte dovrebbe fare”.

Dismaland è un gioco di parole tra Disneyland e l’aggettivo dismal, ovvero che significa fosco, scadente, vergognoso. E proprio in questo contesto altamente lugubre, a cui ha contribuito la grigia natura della costa inglese, Banksy ha collocato 59 opere dei migliori artisti del momento, secondo lui ovviamente: da Damien Hirst a Bill Barminski, da Caitlin Cherry a Polly Morgan, rigorosamente senza nessun italiano. Una volta che i festeggiamenti saranno finiti e Dismaland verrà smontato in circa tre settimane. Non ci sono ancora piani precisi su ciò che accadrà al vecchio sito del lido Tropicana tornato improvvisamente utile per una causa “turistica”. Tuttavia, coloro che vivono a Weston-super-Mare sperano almeno che alcune delle opere d’arte rimangano in zona, luogo peraltro dove Banksy è andato in vacanza da bambino, magari proprio nelle scuole del piccolo paesino che da lunedì prossimo tornerà nell’assoluto anonimato.