In principio fu Tesla, poi arrivarono i tedeschi. Tra qualche anno si potrà sintetizzare così la nascita del mercato premium a emissioni zero, inventato a Palo Alto prima con la Roadster, poi con la Model S e prossimo terreno di caccia della “triade germanica”. E sebbene al Salone di Francoforte non si sia vista la Model X da 132.000 dollari e 390 km di autonomia, cioè il primo Suv a zero emissioni di serie nella storia del mercato dell’auto, c’erano diverse altre proposte interessanti, almeno in prospettiva. Audi ha “mostrato i denti” con la e-tron quattro concept, cioè un crossover elettrico preludio di quello che arriverà nel 2018 combinando “piacere di guida, un’ottima autonomia, un design espressivo e un grande comfort” almeno secondo Urlich Hackenberg, responsabile dello sviluppo tecnico Audi.

Spinto da tre motori elettrici, uno dedicato all’asse anteriore e due al posteriore, ha una potenza totale di 435 CV e garantiscono una coppia di 800 Nm; numeri che si traducono in un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi e in una velocità massima limitata a 210 km/h. L’autonomia, secondo i tecnici di Ingolstadt, può raggiungere i 500 km, per merito della batteria agli ioni di litio da 95 kWh di capacità, che è posizionata al centro del telaio per abbassare il centro di gravità. Anche la Porsche Mission E non è da meno, anzi, supera l’autonomia promessa dall’Audi e ha ancora più potenza, ben 600 CV. Questa, però, è una concept più lontana dalla produzione di serie, visto che utilizza un impianto elettrico da 800 Volt, cioè il doppio di quelli in uso attualmente. Questo le permette tempi di ricarica velocissimi – 80% della batteria in 15 minuti – ma l’infrastruttura in grado di supportarla ancora non esiste.

A Francoforte si è vista anche una outsider come la Thunder Power – berlina elettrica pensata in Europa ma fabbricata in Cina, con 650 km di autonomia e prezzo fissato a 65.000 dollari – il cui destino è tutto da scoprire. BMW e Mercedes, invece, si sono concentrati sull’ibrido plug-in. Dalle parti di Stoccarda qualcosa bolle in pentola, visto che Thomas Weber, membro del Consiglio di amministrazione per Ricerca e Sviluppo, ha dichiarato agli americani di Car and Driver che la Stella sta preparando un veicoli elettrico con circa 500 km di autonomia e che “Non sarà una Smart, né una Classe B o una supercar, ma nemmeno una berlina, la cui carrozzeria non è proprio l’ideale per stoccare un grande pacco batterie”. Questa nuova auto sarà anche “cool” ed emozionante, due aggettivi che ormai possono essere accostati, senza alcun problema, anche a una Suv o a una crossover.