L’asilo nido più bello del mondo ha i soffitti alti a ventre di balena e le mura di vetro, perché i bambini possano sentirsi in giardino anche quando d’inverno fa troppo freddo per uscire. E’ ecosostenibile, produce buona parte dell’energia termica ed elettrica necessaria a riscaldare le aule e a rinfrescare l’acqua, e dal 7 di settembre ospita 120 bambini. L’ha costruito il Comune di Guastalla, progettato dell’archistar bolognese Mario Cucinella, dopo che i terremoti del maggio 2012 danneggiarono gravemente i due nidi comunali, Pollicino e La Rondine, con un investimento complessivo di 3,2 milioni di euro. Uno sforzo notevole per le casse di una città da poco più di 15mila abitanti, tanto che per rispettare i limiti imposti dal patto di stabilità il Comune ha dovuto bloccare tutti gli altri investimenti. “Ma l’Emilia Romagna è celebre per i servizi dedicati all’infanzia – racconta il sindaco Pd di Guastalla Camilla Verona – e a Guastalla, in particolare, portare i bimbi all’asilo nido è una tradizione, quindi è uno sforzo che va beneficio delle famiglie”.

In seguito ai danni provocati dai terremoti di tre anni fa, infatti, la precedente amministrazione decise che, invece di spendere denaro per restaurare le due strutture dell’infanzia colpite, “erano palazzi vecchi, quindi già poco funzionali”, racconta Verona, sarebbe stato più produttivo investire nella costruzione di un edificio completamente nuovo. “Quando sono stata eletta sindaco, nel 2014, quindi, la fase progettuale era già stata ultimata, e non mi rimaneva che firmare l’inizio dei lavori”. Il denaro per finanziare il progetto non proviene tutto dalle casse comunali: 750 mila euro, infatti, sono stati erogati dalla Regione Emilia Romagna, 250 mila euro provengono dal concertone organizzato al Campovolo di Reggio Emilia dopo il terremoto, e altri 850 mila euro sono stati donati dagli italiani alle aree colpite dal sisma tramite gli sms solidali. “Il Comune di Guastalla, quindi, ha versato il resto del denaro”, tira le somme il sindaco, ovvero 1,3 milioni di euro che hanno costretto il Comune a bloccare immediatamente tutti gli altri investimenti, onde evitare di sforare il tetto di spesa imposto dal patto di stabilità agli enti locali.

Ma secondo il sindaco ne è valsa la pena. “Auspichiamo un ritorno da questo investimento, sia per quanto riguarda il beneficio che la comunità trarrà dall’avere un asilo nuovo, dopo che per tre anni i bambini sono stati costretti a utilizzare dei container, sia in termini di arricchimento del territorio. Guastalla punta molto sulla qualità didattica, e avere una struttura così bella, unica al mondo, è un modo per farci conoscere”. La società che fornisce dade e pedagogisti ai nidi comunali per seguire i bambini di un’età compresa tra gli 0 e i 6 anni, l’Azienda servizi bassa reggiana, partecipata del Comune, si è recentemente aggiudicata un bando europeo da 450 mila euro, in collaborazione con la prestigiosa Università di Cambridge. “Presumibilmente presenteremo il progetto che ne deriverà al Parlamento Europeo, nel 2017 – spiega il sindaco – e anche per questo il nostro è l’asilo nido più bello del mondo: perché è pensato e studiato per mettere in armonia la forma della struttura, la ricerca dei materiali, con le esigenze della didattica”.

Tanto che alla realizzazione dell’asilo di Guastalla, costruito in 15 mesi, tra il 2014 e il 2015, hanno partecipato anche le dade e le pedagogiste che poi seguiranno i bambini. Oltre ai pannelli fotovoltaici che permettono di autoprodurre il 45% del fabbisogno elettrico della struttura, in classe A, e al sistema per recuperare acqua piovana, che taglia i consumi del 55%, infatti, le varie sezioni dell’asilo, così come le pareti che separano l’interno e l’esterno dell’edificio, completamente in legno se si escludono le fondamenta in cemento, sono a vetri, e gli spazi sono organizzati proprio per agevolare le attività scolastiche. “Per quanto riguarda gli arredi, poi, una parte li ha disegnati lo studio Cucinella, e una parte provengono dalle scuole danneggiate dal terremoto – continua il primo cittadino di Guastalla – è tutto è pensato per andare incontro alle esigenze di bambini e insegnanti”. Dal giardino, che verrà ultimato entro il 19 settembre, quando il nido inaugurerà ufficialmente, alle pareti a scivolo, facilmente convertibili in giochi per bambini, fino all’integrazione tra ambiente esterno e interno.

“Siamo molto soddisfatti del nostro nuovo asilo nido – sottolinea Verona – certo, per noi è stato uno sforzo economico significativo, ma la situazione che avevamo prima, con i container, non era più sostenibile, e abbiamo scelto la strada più efficiente. I servizi per l’infanzia sono fondamentali per una comunità: quando c’è un buon nido a disposizione i genitori si sentono più tranquilli, il che si riflette anche sul lavoro. In Italia, ad esempio, molte donne rimangono a casa proprio perché non sanno a chi affidare i figli: una buona struttura comunale è un’ottima soluzione”.

*Credits foto studio Mario Cucinella