E’ di sette morti il bilancio oramai definitivo della forte scossa di terremoto avvertita nella notte tra il 19 e il 20 maggio in tutto il Nord Italia. Le vittime sono tutte in Emilia Romagna, dove si è registrato l’epicentro del sisma di magnitudo 5.9, tra le provincie di Modena, Ferrara e Bologna. Intanto la notte apenna trascorsa ci sono state altre quattro scosse violentissime tra Finale Emilia, San Felice e Mirandola: la prima è stata registrata 22 minuti dopo la mezzanotte, poi alle 1.04, alle 3 e alle 4 del mattino. Ma in totale i sismografi ne hanno contate 24. Il tutto sotto una pioggia (prevista fino a domani) che non ha mai dato tregua.

Le vittime sono Tarik Naouch (29 anni) un operaio marocchino rimasto schiacciato sotto le travi della sua fabbrica, l’Ursa di Bondeno; di Nicola Cavicchi (un delegato Cisl), 35 anni, e Leonardo Ansaloni, di 50, che stavano lavorando nei forni della Ceramiche Sant’Agostino; infine Gerardo Cesaro, 54 anni, travolto dal crollo del tetto della fonderia di alluminio Tecopress, sempre a Sant’Agostino, dove stava svolgendo come le altre vittime del terremoto, il turno di notte. La quinta e la sesta vittima sono state uccise da un malore. Si tratta di Gabi Ehsemann, nata nel 1973 in Germania, morta nell’appartamento in cui risiedeva a Sant’Alberto di San Pietro in Casale e di Nerina Balboni, anziana invalida di 103 anni, che è stata mortalmente colpita alla testa dalla sua casa nel bassa ferrarese. A Vigarano Mainarda, nel Ferrarese, una donna di 86 anni, Anna Abeti, ha avuto un ictus dopo il sisma ed è deceduta dopo il ricovero all’ospedale. Circa cinquanta i feriti accertati fino ad ora. Inoltre anche il meteo non promette nulla di buono. Già in tarda mattinata la pioggia ha colpito i paesi coinvolti dal sisma e non dovrebbe diminuire fino almeno a lunedi mattina. Quasi cinquemila, infine, sono gli sfollati, secondo l’ultimo bilancio della protezione civile.

 

La prima scossa è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 4.04 della mattina del 20 maggio, seguita da almeno sei repliche: tra cui quella delle 5.02 da 5 gradi Richter. L’ipocentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondità dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena, dove secondo le forze dell’ordine, dove si sono registrati una cinquantina di feriti non gravi.

Nuova scossa 5.1 alle 15.30: un pompiere ferito. Nelle stesse zone in cui è avvenuto il terremoto questa notte tra le oltre ottanta scosse di assestamento verificatesi in nemmeno venti ore, un altro forte sisma è avvenuto nel pomeriggio di oggi con magnitudo 5.1 della scala Richter. La scossa è stata avvertita di nuovo a Bologna, Ferrara e perfino a Milano. A Finale Emilia un pompiere che stava lavorando vicino ad un edificio in pericolo di crollo è stato travolto dai calcinacci ed è rimasto ferito in modo grave e subito trasportato all’ospedale. In serata una scossa di magnitudo 3.6 ha colpito Ferrara.

San Felice sul Panaro, distrutta la rocca medievale. I danni principali si sono verificati a San Felice sul Panaro, dove è crollata la chiesa e si è distrutta la storia Rocca Estense risalente all’epoca alto medioevale. Non solo i monumenti simbolo della città sono stati gravemente danneggiati, la torre dell’orologio e la rocca, ma due palazzine del centro, una in via Frassoni e una in via Miari, sono state abbattute dal terremoto. L’intervento tempestivo di carabinieri, polizia e pompieri ha permesso di trarre in salvo tutti i residenti, che non hanno riportato gravi lesioni. Tra i superstiti anche una bambina, che è stata estratta viva dalle macerie della casa in cui viveva con la famiglia dopo che la madre aveva chiamato l’ospedale per chiedere aiuto, subito dopo la prima scossa di terremoto.

Finale Emilia, tutto il paese in strada. In strada anche gli abitanti di Finale Emilia, evacuati dalle proprie abitazioni dalla protezione civile. Molti di loro erano in lacrime davanti alle macerie del centro storico, altri al telefono nel tentativo di contattare i propri cari. “Ci siamo svegliati di soprassalto, con gli oggetti che ci crollavano addosso – ha raccontato un residente di Sorbara, paesino limitrofo, giunto in città per avere informazioni – la casa sembrava un castello di carta”. La terra ha continuato a tremare regolarmente per diverse ore, micro scosse di assestamento secondo i carabinieri, mentre la sirena d’allarme ancora suonava e i pompieri spegnevano l’incendio provocato dal crollo della torre dell’orologio, che ha investito alcune auto parcheggiate. Il sindaco di Finale ha dichiarato ai microfoni di Sky i punti in cui gli sfollati possono essere registrati e aiutati: il Palareno. Per gli attuali 500 sfollati del paese sono a disposizione 1200 posti. Intanto Federalberghi Emilia Romagna sta mettendo insieme la disponibilità di diverse strutture ricettive della regione per mettere insieme circa 5mila posti letto per gli sfollati della zona colpita dal sisma.

Drammatica anche la situazione a Sant’Agostino vicino Ferrara: lesionato gravemente il palazzo comunale e altri edifici storici, una fuga di gas ha tagliato a metà  il paese, decine gli sfollati a cui la protezione civile sta cercando di dare riparo. A Mirandola ingenti i danni al duomo ed evacuato per precauzione l’ospedale cittadino, mentre i pazienti sono stati condotti a Carpi insieme ai feriti per ricevere assistenza. Nella storica piazza centrale di Crevalcore l’orologio si è fermato alle 4.06 e il campanile ha subito seri danni. A Galeazza è caduta la parte superiore della Torre del castello. 

Intanto il governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani, giunto sui luoghi del sisma, ha chiesto lo stato d’emergenza sul quale si esprimerà il consiglio dei ministri domani. 

Intanto il presidente del consiglio Mario Monti ha conferito a Franco Gabrielli, capo della protezione civile, pieni poteri per coordinare l’emergenza. Monti rientrerà in oggi dagli Stati Uniti in anticipo rispetto a quanto era previsto, soprattutto per partecipare alla riunione di domani e accertarsi di persona su quanto accaduto.

Mentre i treni stanno lentanemente tornando alla normalità, con ritardi, ma nessuna cancellazione, il maltempo ha ostacolato i lavori per tutta la notte. E continuerà almeno fino a domani mattina, con le temperature in forte calo.

Scuole chiuse. Nella giornata di oggi rimarranno chiuse le scuole di Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Mirandola, Castello d’Argine, San Pietro in Casale, Sant’Agostino.

I precedenti.  Due forti scosse di terremoto, che non avevano provocato vittime ma danni e molta paura, avevano già colpito l’Emilia a fine gennaio, mercoledì 25 e venerdì 27. Nel primo caso l’epicentro del sisma, di magnitudo 4.9, era stato localizzato tra Brescello, Poviglio e Castelnovo Sotto, nel Reggiano; due giorni dopo, alle 15.53, un sisma di magnitudo 5.4 aveva avuto per epicentro l’Alto Appennino parmense, tra Corniglio, Berceto e Monchio delle Corti.

Due scosse forti, dunque, ma anche profonde, molto più di quella principale della scorsa notte: 33 chilometri la prima, ben 60,8 chilometri la seconda. Tra gli edifici più danneggiati da quelle due scosse ravvicinate ci fu la Reggia di Colorno; nella prima scossa rimase danneggiata anche la chiesa di Brescello, il paese di Peppone e don Camillo nella Bassa reggiana, dove alcuni calcinacci caddero in chiesa. Per verificare un sisma di notevoli proporzioni nella zone coinvolte ieri notte dobbiamo risalire ad episodi storici di metà ‘700 o del 1570.