Scrivono sulle braccia dei migranti alcune cifre: compongono il numero di registrazione che identifica il treno d’arrivo e il vagone. Sono migranti – donne, bambini e uomini – che cercano di arrivare in Germania attraversando la Repubblica Ceca. Fermati dalla polizia, a Breclav, al confine con l’Austria, vengono “marchiati” con dei pennarelli dagli agenti. La notizia è riportata dalla versione inglese del sito Britske listy ed è confermata da Vaclav Janous del quotidiano Mlada fronta Dnes.

In attesa dell’incontro di lunedì 7 settembre tra i primi ministri di Praga, Vienna e Bratislava per parlare di immigrazione, la polizia ceca sta procedendo a marchiare ogni migrante, anche i bambini, in arrivo a Breclav, al confine con l’Austria, e le stesse cifre scritte sulla pelle vengono poi riportate sul biglietto del treno che la polizia sequestra. Il Mfd ha riportato ad esempio la foto di una bambina di 5 anni addormentata sulla spalla della madre durante il controllo. Sull’avambraccio porta la scritta C5.

“Nelle prime ore di martedì mattina nella Moravia del Sud – si legge sul sito ceco – la polizia della Repubblica Ceca ha prelevato 200 rifugiati dai treni che arrivavano dall’Austria e dall’Ungheria, che hanno poi proseguito il loro viaggio verso la Germania. Gli agenti cechi – si legge ancora online – hanno scritto numeri di registrazione sugli avambracci dei migranti con dei pennarelli (una pratica che rimanda ai campi di concentramento nazisti)”. I migranti, scrive ancora Britske listy, “si trovano nei commissariati di varie cittadine in Moravia. La polizia ha riferito che saranno interrogati e poi ‘decideranno che fare con loro’. I rifugiati – conclude l’articolo – erano partiti da Budapest e hanno dichiarato di avere acquistato biglietti del treno validi e che l’Ungheria ha consentito loro di salire a bordo“.

“Il buio della mente può tornare” ha commentato il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Sono comportamenti – aggiunge la presidente della Camera Laura Boldrini – che l’Unione deve censurare nel modo più fermo, come se si trattasse di Paesi esterni all’Ue – ha aggiunto – Se vuole restare fedele ai valori che la fondano, l’Europa non può tollerare questi rigurgiti”. Sono stati “marchiati come fossero bestiame al macello – ha detto il presidente delle Comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna – richiamando inevitabilmente il periodo più oscuro della storia contemporanea”.