“Il momento che i media e l’industria tecnologica hanno aspettato per anni finalmente è arrivato: Apple sta valutando la possibilità di entrare nel business della produzione di programmi originali”. Così Variety annuncia la notizia della nuova svolta della Mela che avrebbe avviato i primi contatti con alcuni boss di Hollywood per la produzione nel campo dell’entertainment.
Secondo un manager che ha partecipato agli incontri, l’obiettivo di Cupertino sarebbe di creare una divisione per la produzione dei programmi che dovrebbe portare entro il prossimo anno alla realizzazione di contenuti da veicolare in streaming per contrastare il successo di Netflix.

Altre fonti sono più caute sulle ambizioni di Apple, anche se ricordano i rumors su un’offerta senza precedenti andata poi ad Amazon. L’eventuale arrivo di Apple in questo mercato provocherebbe un innalzamento del livello della concorrenza con Netflix, Amazon e Hulu, farebbe felici i produttori di Hollywood e rappresenterebbe per la società di Tim Cook un cambio strategico importante nella sua lotta contro Google e Facebook. A disposizione del ceo della Mela ci sono in cassa oltre 200 miliardi di dollari per gli investimenti che potrebbero coinvolgere la Apple Tv, fino a oggi non un grande successo per Cupertino, che nei prossimi giorni vedrà la presentazione della nuova versione.

I movimenti di Apple hanno forse messo in allarme Youtube che nel 2015 potrebbe lanciare due servizi a pagamento che da una parte guardano verso Apple Music e Spotify e dall’altra in direzione di Sky e Netflix. Secondo The Verge, Youtube potrebbe estendere la formula già utilizzata per Music Key (lo streaming musicale a pagamento lanciato in novembre) e fornire un altro servizio a pagamento per altri contenuti. L’ipotesi si inserisce nella strategia del servizio di condivisione video che punta a fornire agli utenti più opzioni per differenti contenuti e alla società una maggiore opportunità e un differente mix dei ricavi.

Nonostante il miliardo utenti, Youtube genera quattro miliardi di dollari di ricavi. Una cifra imponente ma che, secondo il Wall street journal, gli permette di andare solo in pareggio. Urge fare un salto di qualità, soprattutto dopo che grazie all’autoplay dei video Facebook lo ha superato per numero di visualizzazioni, che potrebbe tradursi in pacchetti modello Sky con film e altri contenuti.

Dietro ai big si muovono però una serie di player costituiti dai gruppi media del Vecchio continente. Per fare fronte all’emorragia di spettatori, e non perdere contatto con le fasce più giovani del mercato, negli ultimi tempi si è risvegliato un forte interesse verso i multichannel networks. Così, la tedesca ProSiebenSat.1 ha speso 83 milioni di dollari per fondere il suo Studio71 con l’americana Collective Digital Studio per realizzare una rete video globale. Il gruppo svedese Modern Times Group ha invece acquisito l’olandese Zoomin.TV, considerato il più grande video network europeo.