“Siamo pronti ad avviare una campagna di denuncia contro la Yoox e contro Mr. Job, nei cui magazzini i lavoratori sono sfruttati e sotto ricatto”. E’ una dichiarazione di guerra, quella del Si Cobas, nei confronti del colosso dello shopping online e della cooperativa che gestisce in appalto un magazzino all’Interporto di Bologna, “responsabili – attacca il sindacato, in presidio il 26 agosto davanti alla Prefettura del capoluogo emiliano romagnolo assieme a una ventina di lavoratori Mr Job – di aver avvallato una cultura del comando dove tutto è possibile, e chi alza la testa viene licenziato. Condizioni che abbiamo riscontrato sia alla Mr. Job di Bologna, dove 8 operai sono già stati lasciati a casa, sia in altri magazzini, sempre legati all’azienda”.

Accuse respinte dalla Mr. Job, che rivendica “di aver licenziato gli 8 lavoratori per giusta causa, per aver violato, in modo reiterato, i propri doveri come descritti dal contratto nazionale degli addetti alla spedizione e alla logistica”. Le violazioni, sottolinea la cooperativa “si sono ripetute nel tempo e a nulla sono valsi i richiami disciplinari attuati da Mr. Job”.

E tuttavia, secondo i Cobas, il clima alla Mr. Job “era ottocentesco”. A Yoox, infatti, è imputata la responsabilità delle condizioni di lavoro nei magazzini delle cooperative che operano in appalto per il colosso dell’e-commerce, “operai sotto ricatto, costretti a turni di lavoro massacranti – sottolinea Simone Carpeggiani dei Cobas di Bologna – e la moda, che dietro alla bellezza nasconde donne sfruttate e molestate”.

Sempre secondo il sindacato, poi, una lavoratrice della Mr. Job avrebbe subito, per 3 volte nell’arco di due anni, da parte di “qualcuno dei piani alti di Yoox”, molestie sessuali: “Telefonate e sms molto espliciti, spesso richieste d’incontro, di cui abbiamo le registrazioni – racconta Aldo Milani, numero uno dei Cobas –  materiale che per ora non è stato reso pubblico per rispetto nei confronti della lavoratrice in questione, ma che saranno oggetto della denuncia che abbiamo intenzione di sporgere a settembre”. Un episodio che ricorda le denunce presentate un anno fa da 11 lavoratrici Mr. Job, che dissero di aver subito molestie sessuali sul posto di lavoro. Dopo un’inchiesta della Procura di Bologna, il gup Bruno Perla rinviò a giudizio Federico Gatti, ex responsabile del magazzino all’Interporto, il cui processo inizierà in autunno. A seguito di quella vicenda, Yoox decise di avere solo capi donne nei propri magazzini. Ma questa volta, secondo quanto dice il Cobas, il responsabile sarebbe qualcuno dell’azienda appaltatrice, Yoox, appunto.

Per quanto riguarda Mr. Job, invece, sul tavolo ci sono i licenziamenti: 8 per ora sono le lavoratrici lasciate a casa, ma secondo il sindacato potrebbero presto diventare almeno una dozzina. “Noi avevamo rifiutato il cambio di sede perché avevamo paura che ci avrebbero demansionate – raccontano Bouchra, Khadija e Samira, rispettivamente 25, 22 e 29 anni, tre delle 8 dipendenti Mr. Job licenziate ad agosto – non sarebbe stata la prima volta, in cooperativa”.

Bouchra, che vive con i genitori disoccupati a causa della crisi, alla Mr Job lavorava da oltre 6 anni. “Il clima era ottocentesco, e le condizioni durissime: turni frenetici, dovevamo imbustare 5mila abiti al giorno, altrimenti minacciavano di licenziarci”. Khadija, invece, racconta di aver ricevuto più di una sanzione disciplinare alla Mr Job: “Una perché sono andata a bere un po’ d’acqua al distributore, l’altra perché sostengono che io abbia preso il caffè in orario di lavoro, quando io nemmeno lo bevo il caffè. Ma c’è anche chi è stato sanzionato per essersi seduto”. “Lavoravamo otto ore al giorno per 750 euro al mese – fa i conti Samira, mamma single – con gli straordinari, 3 sabati di lavoro al mese più una domenica, si arrivava a 950 euro. Ma facevamo del nostro meglio”.

Ma le sanzioni, secondo la cooperativa, sarebbero state richieste dai colleghi delle lavoratrici licenziate. “Il provocatorio e in alcune occasioni violento rifiuto dei suddetti 8 soci lavoratori di attenersi ai regolamenti ha suscitato malcontento nella larghissima maggioranza dei dipendenti della cooperativa – replica ancora Mr Job – Il malumore si è successivamente espresso attraverso uno spontaneo sciopero bianco che ha registrato la presenza della quasi totalità dei circa 300 addetti della cooperativa, e che si è concluso con la richiesta di un incontro con il Prefetto di Bologna. In quell’occasione i rappresentanti dei manifestanti hanno domandato che venissero applicate sanzioni disciplinari nei confronti di chi minava, con atteggiamenti provocatori, la serenità dell’ambiente lavorativo”.

Una situazione di stallo, che il Cobas intende smuovere con le manifestazioni. Per le lavoratrici lasciate a casa, il sindacato chiede il reintegro immediato, senza alcuna ulteriore mediazione, “ma se vogliono la guerra, noi gli daremo la guerra. Faremo come alla Granarolo, porteremo là il nostro camper e siamo pronti a bloccare tutto l’Interporto se le 8 lavoratrici licenziate da Mr. Job non saranno riassunte, mentre per quanto riguarda Yoox, è un colosso della comunicazione, e lì tenteremo di colpire”.