“Bondeno è un comune terremotato con circa 700 sfollati ancora fuori casa: per rispetto a queste persone la giunta non intende tutelare chi opera in clandestinità”. Risponde con un rifiuto, il sindaco di Bondeno Fabio Bergamini, della Lega Nord, alla convocazione del prefetto di Ferrara Michele Tortora, che per il 5 agosto ha indetto in prefettura un tavolo per predisporre il “Piano di accoglienza dei richiedenti asilo”. “Io non parteciperò, declino l’invito – spiega Bergamini – ribadendo la mia indisponibilità a qualsiasi genere di collaborazione circa l’espressione di valutazioni o soluzioni collegate al tema dei clandestini che giungono in Italia”.

Il no, spiega Bergamini, è legato alla situazione dell’Emilia dopo i terremoti del 20 e del 29 maggio 2012. A tre anni dai fenomeni sismici che devastarono l’Emilia Romagna, tra le provincie di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, parte del Veneto e della Lombardia, causando danni per oltre 13 miliardi di euro, secondo i dati della Regione 4.645 nuclei familiari hanno ancora bisogno di assistenza in attesa di poter ricostruire le loro case, e più di 1200 persone vivono nei map, i moduli abitativi provvisori, i container residenziali allestiti nelle periferie delle città dell’area denominata cratere per dare alloggio a chi, in seguito alle scosse, si è trovato con l’abitazione danneggiata. “Con tutte queste persone ancora fuori dalle loro case, 700 delle quali solo nel Comune di Bondeno, che io amministro – critica Bergamini – non possiamo pensare agli immigrati che arrivano clandestinamente in questo paese”.

“Il nostro non è solo un segnale di dissenso – continua il sindaco del Comune nel ferrarese – è una vera e propria protesta istituzionale, un gesto di disobbedienza civile nei confronti di uno Stato che se ne frega della propria gente e pensa solo agli immigrati. Il prefetto e il ministro dell’Interno Angelino Alfano sappiano che a Bondeno mai daremo alloggio a immigrati fino a che tutti i terremotati non avranno ottenuto la loro casa e quanto gli spetta, e fino a che tutti i bondenesi in difficoltà non avranno risolto i loro problemi abitativi”.

Protesta che l’ex sindaco di Bondeno, ex candidato alla carica di governatore dell’Emilia Romagna e attuale capogruppo del Carroccio in Regione, Alan Fabbri, ha portato direttamente sul tavolo di Alfano. “Vista la situazione qui in Emilia, con tanti sfollati ancora senza casa, è incivile che la prefettura convochi i sindaci per dare ospitalità ai cosiddetti profughi, che in 7 casi su 10 sono in realtà immigrati irregolari mantenuti a nostre spese”.

Secondo Fabbri, “la Provincia di Ferrara esplode d’immigrazione: sono oltre 400 gli stranieri attualmente ospitati nei comuni.  E si continua a cercare posti per alloggiarne di nuovi, a spese dei cittadini. Il nostro è un territorio colpita dal sisma e da tre anni alle prese con una lenta e difficile ricostruzione. Interi paesi sono crollati, abbiamo migliaia di terremotati fuori casa, a loro la prefettura non ha mai offerto un alloggio, nei loro confronti non si fanno tavoli di accoglienza. Non possiamo tollerare questo atteggiamento discriminatorio contro la nostra gente, da parte di uno Stato che si fa beffa di chi ha vissuto il dramma di un sisma”.