Musica e cucina. Musica in cucina. È il leitmotiv di Kitchen Sound, il nuovo programma condotto da Alessandro Borghese su SkyUno, in onda dal 20 luglio alle 13 sul canale dedicato all’intrattenimento del bouquet satellitare di casa Murdoch. Ogni giorno una ricetta, ogni giorno consigli pratici da utilizzare nelle nostre cucine, attraverso l’approccio di Borghese all’insegna del “lusso della semplicità”, il concept che lo chef sta utilizzando anche nel temporary restaurant ospitato all’interno dell’Enterprise Hotel di Milano, e che ogni sera offre ai clienti gli stessi piatti che saranno protagonisti del programma televisivo.

È proprio tra i tavoli del ristorante che Borghese presenta alla stampa questa nuova avventura televisiva, mettendo l’accento sul connubio tra musica e cucina che è alla base di Kitchen Sound. Accanto ai piatti, infatti, ci saranno playlist create ad hoc in collaborazione con Rds, assecondando una passione musicale che Borghese aveva mostrato anche in precedenti programmi.
Il tutto funzionerà così: dal lunedì al venerdì, all’ora di pranzo, lo chef, che tra l’altro è anche giudice di Junior MasterChef, presenterà una ricetta, mentre il sabato verranno riproposte tutte e cinque, a formare un vero e proprio menu, con tanto di difficoltà, costo e tempi di realizzazione. E visto che viviamo nella golden age del rap, non poteva mancare un rapper emergente che si lancia in un freestyle quotidiano per raccontare il piatto del giorno.

Ma la presentazione di Kitchen Sound è stata anche l’occasione per fare un salto al temporary restaurant e assaggiare le ricette “che tutti possono fare a casa” del figlio della leggendaria Barbara Bouchet. A noi è capitato un menu a trazione sarda, con un sapiente utilizzo del porceddu e con alcune chicche da mandare in tilt le papille gustative. Si parte con un fiore di zucchina in tempura, ripieno di ricotta di bufala, guanciale e gamberi, per poi passare a quello che è stato il piatto più apprezzato dall’esigente (e solitamente abituato bene) palato dei giornalisti: girella di porceddu cotta a bassa temperatura con pane carasau, filetti di San Marzano e pecorino toscano. Il primo, a dir la verità, poco si adattava al clima afoso della Milano di metà luglio: risotto mantecato al mascarpone, olio al dragoncello e speck umbro. Ma sul gusto non si discute. Ancora maialino per il secondo, con due tenerissime costolette con purea di mele al profumo di alloro e chutney di pomodori verdi, per poi concludere la cena con una caprese al cioccolato con gelato di riso e mandorle (delizioso) e zeste di arancio candite. Potremmo anche elencare i quattro vini abbinati ai piatti, ma chi scrive è totalmente astemio, dunque sarebbe decisamente inutile.

Non sappiamo se i piatti di Borghese siano effettivamente facilmente replicabili nelle nostre cucine, ma di sicuro vale la pena provarci. O quantomeno, se le nostre capacità ai fornelli si limitano ai bastoncini e uno spaghetto aglio e olio, accontentiamoci di assistere, con l’acquolina in bocca, alla nuova avventura televisiva di Borghese. Fino all’8 agosto, poi, chi può e vuole spendere cento euro per cinque portate (vini inclusi), può sempre fare un salto al temporary restaurant di corso Sempione. Non potrete scegliere cosa mangiare, visto che è lo chef a decidere il menu, ma di sicuro mangerete bene e, cosa incredibile in questo periodo zeppo di chef superstar, capirete anche cosa ci sarà nel piatto. Che non è poco.