Il tribunale di Imperia ha assolto l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola dall’accusa di ricettazione. L’esponente di Forza Italia era finito a processo dopo il ritrovamento nella sua abitazione di un’informativa dei carabinieri su Eugenio Minasso, ex parlamentare Pdl, il quale veniva definito dalle forze dell’ordine “assiduo assuntore di cocaina”. Secondo il giudice il fatto non sussiste. Minasso, ex leader provinciale di Alleanza Nazionale, era uno dei principali rivali di Scajola dentro il partito e l’ipotesi iniziale era che i documenti servissero per uno scontro interno.

“Il processo arriva alla sua conclusione naturale – ha commentato Scajola all’uscita dell’aula giudiziaria – ma in questi anni quanto rumore e quanto accanimento”. L’assoluzione era stata chiesta anche dal pm Alessandro Bogliolo. ”E’ l’ennesima assoluzione – dice il legale di Scajola – Ce lo aspettavamo. Tutti i procedimenti di Claudio Scajola si concludono in questo modo”. Il riferimento è anche all’altro processo, più noto, in cui Scajola era imputato per la casa con vista Colosseo, acquistata “a sua insaputa” anche se in parte dall’imprenditore Diego Anemone. In quel caso però il reato è andato prescritto. “Purtroppo – continua Perroni – il proliferare di questi procedimenti, che si concludono con una assoluzione, ha modificato la vita personale e politica e di un uomo. Anche questo è un procedimento che non doveva mai nascere”.