Il Ddl Rai sembra muoversi e la novità stavolta è che varie parti, non tutti, propugnano per il Cavallo prostrato un disegno di rottura strategica: dalla stagnazione lottizzata allo sviluppo produttivo. E per molti il riferimento dichiarato è il sistema inglese, non tanto per le antiche glorie della BBC quanto per il miracolo delle ultime (anno 2004) leggi, che hanno aggiornato i criteri della presenza pubblica nella tv consentendo a Londra di divenire in capo a pochi anni la seconda – dopo Hollywood – capitale dello show business globale.

Con decine di migliaia di posti di lavoro particolarmente adatti alle generazioni cresciute a base di serie, format e social network. Posti di lavoro, per di più, invulnerabili ai rischi di delocalizzazione. È ovvio che il miracolo inglese non deriva solo dalla spinta delle due aziende pubbliche (BBC e Channel Four) e dalle specifiche capacità dei vertici delle medesime. Ma di questi ultimi, visto che lì le cose sono andate bene, ci pare interessante raccontare qualcosa di più. Sono cose arcinote agli addetti ai lavori, ma, dato il carattere pervasivo di tutto ciò che riguarda la tv (anzi, come si dice oggi, le media company) anche l’opinione pubblica allargata può trovare utile qualche punto di riferimento estratto dal resto del mondo.

Orbene, la BBC la prima e più antica delle due tv statali, quella finanziata dal canone e priva di pubblicità, è controllata da un Consiglio di 12 personaggi, nominati – man mano che un posto si rende libero per decesso, dimissioni o cessazione del mandato – dal governo di turno. Abbondano le esperienze di finanza e marketing, a partire dalla Presidente, ma anche quelle maturate dentro le botteghe giornalistiche (un evidente equilibrio fra antichi e nuovi obiettivi). Per tutti e dodici l’impegno per la BBC è part time e, oltre a non lavorare contemporaneamente per altre tv o per fornitori di programmi, non vigono altre prassi/regole di incompatibilità fra il ruolo pubblico e gli affari privati.

Passando a Channel Four, l’altra tv statale, che trasmette pubblicità e si mantiene senza una sterlina di denaro pubblico, troviamo un Consiglio che tiene insieme più o meno in pari numero i manager “interni”, che, a partire dal capo azienda dirigono le operazioni, con gli esperti “esterni”, provenienti da finanza, marketing e comunicazione. Alle nomine degli esterni provvede l’organo paragovernativo – OFCOM – che fa il regista dell’intero sistema delle tv, sia pubbliche sia private.

Per i più curiosi ecco i due link: governance della BBC e di ChannelFour.

@sbalassone