Nei giorni scorsi, le Commissioni IX° e 8ª, rispettivamente della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, hanno iniziato l’esame dello schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il piano nazionale degli aeroporti approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 settembre 2014 dove si individuano dodici aeroporti strategici (dieci + Pisa/Firenze a condizione che realizzino una gestione unica) e ulteriori ventisei aeroporti di interesse nazionale, a specifiche condizioni. Gli aeroporti strategici sono: Milano Malpensa, Venezia, Roma Fiumicino, Bologna, Pisa-Firenze, Napoli, Bari, Lamezia, Catania, Palermo e Cagliari.

Un provvedimento di estrema rilevanza, dunque, elaborato sulla base di specifici parametri relativi alle dimensioni e alla tipologia di traffico, all’ubicazione territoriale, al ruolo strategico e alle previsioni dei progetti europei TEN-T.

Il problema è in Parlamento spuntano due testi: uno deliberato dal Consiglio dei Ministri e l’altro no. A quale fare riferimento?

Durante l’esame in Commissione viene sin da subito evidenziata la genesi estremamente complessa del provvedimento. L’iter di adozione del piano nazionale degli aeroporti ha avuto inizio con la presentazione il 29 gennaio 2013, da parte del Ministro delle Infrastrutture e trasporti, di un atto di indirizzo su cui è stato avviato successivamente un confronto con le Regioni. Sul processo di adozione del piano è stata anche svolta una informativa del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti nella riunione del 17 gennaio 2014.

Infine, lo schema di piano nazionale degli aeroporti viene approvato dal Consiglio dei ministri in via preliminare il 30 settembre 2014; l’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni arriva il 19 febbraio 2015 e il parere del Consiglio di Stato il 23 aprile 2015.

Ora, anche se da un punto di vista formale le Commissioni siano chiamate ad esprimersi sul testo deliberato dal Consiglio dei ministri il 30 settembre scorso, il governo trasmette alle Camere, unitamente al primo anche un ulteriore testo, più ampio del precedente che, secondo quanto si legge nella lettera di trasmissione, veniva predisposto «a fini collaborativi».

Questo ulteriore testo, però, non passa per il Consiglio dei Ministri. Ebbene, nonostante il secondo testo difetti dell’approvazione del Consiglio dei Ministri, il governo dichiara in Parlamento che, ai fini della deliberazione definitiva dell’atto, intende assumere, comunque, il secondo testo, perché definito sulla base del confronto in sede Conferenza Stato-Regioni, perché è il testo che il Consiglio di Stato ha esaminato e sul quale ha reso il proprio parere, perché individua i gate intercontinentali, introducendo, tra le altre cose, Torino come aeroporto di rilevanza strategica e altre disposizioni di particolare rilevanza.

Il disappunto dei Parlamentari si è subito fatto sentire. Il Movimento 5 Stelle ha stigmatizzato fortemente il comportamento del governo evidenziando come l’iter di approvazione del provvedimento risulti viziato, in quanto sono stati trasmessi alle Camere due testi, di cui soltanto il primo sottoposto al Consiglio dei Ministri e approvato in tale sede, mentre si chiede alle Commissioni di esprimere il proprio parere su un altro testo, il secondo, che non ha ricevuto alcuna approvazione formale da parte del CDM.
Molto critica pure Forza Italia che, per i motivi che possiamo immaginare, insiste affinché anche l’aeroporto di Genova sia qualificato come aeroporto di particolare rilevanza strategica, contestando senza riserve il modo di procedere del governo. Censure pure sulla distribuzione del tutto squilibrata degli aeroporti di interesse nazionale che appaiono ad avviso di alcuni parlamentari, in particolare del Senato, in numero eccessivo al nord e nel centro del Paese e in numero decisamente troppo scarso nel sud, dove invece sarebbe necessario un deciso potenziamento della dotazione infrastrutturale. Anche il Capogruppo di Sel, Arturo Scotto, interpellato sulla questione, rileva come sul Piano Aeroporti il governo dimostri scarsa attenzione al lavoro del Parlamento e delle Commissioni, perché due testi in Commissione sono un fatto comico prima ancora che grave ed il governo tutto dovrebbe dire cosa ne pensa, senza far perdere tempo.

Ma l’elemento più significativo che emerge alla fine è questo: il Parlamento non può lavorare in modo così confuso e approssimativo su un provvedimento cruciale come quello degli aeroporti di interesse nazionale.

Capisco l’urgenza e che un secondo passaggio al Consiglio dei Ministri avrebbe richiesto qualche giorno in più di attenzione, ma giorno più, giorno meno, visto che sono anni che aspettiamo, cosa ci voleva a fare questo sforzo, senza sottoporre il Parlamento ad una procedura così anomala e tecnicamente scorretta?

Ma ve la immaginate che confusione? Le Commissioni che esprimono un parere su un testo ponendo condizioni e osservazioni che si riferiscono al primo e/o al secondo testo, a meno che poi non si decida di procedere con un parere contrario: posizione comunque difficile da assumere per lo meno da parte dei gruppi di maggioranza.

In ogni caso, nella giornata di ieri, la Presidenza della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, alla luce dei precedenti e in considerazione del fatto che il secondo testo non risulta essere stato sottoposto all’esame del Consiglio dei ministri, ha deciso di procedere ristabilendo la correttezza istituzionale per cui il parere della Commissione sarà predisposto con riferimento al primo testo. In ogni caso, la Commissione, ove lo ritenga, potrà richiedere di modificare il primo testo in modo da inserire le parti aggiunte o riviste nel secondo testo, con le eventuali ulteriori modifiche che riterrà opportune.

Le criticità, comunque, rimangono considerata la rilevanza e la portata del provvedimento di cui stiamo parlando anche ai fini dell’espressione del parere.

Cosa aspettarsi la prossima volta? Magari il testo di un decreto-legge senza la firma del Capo dello Stato? E’ una provocazione ovviamente, ma una maggiore chiarezza da parte dell’esecutivo nei confronti del Parlamento sarebbe sicuramente auspicabile.