La vicenda greca si sta rivelando una vera e propria cartina di tornasole utile per verificare a fondo, al di là di ideologie, balle e rappresentazioni di comodo, quella che è la vera natura dell’Europa attuale, per come esce da oltre sessant’anni di storia e dalla drammatica involuzione subita con l’avvento del neoliberismo su scala continentale.

Il quadro dell’Europa attuale è a dir poco mostruoso. Se venisse confermata l’attuale linea “intransigente” dei governanti europei nei confronti della Grecia, tali orribili lineamenti subirebbero un’ulteriore sottolineatura. Ne risulterebbe inoltre, nonostante l’ostentazione di tranquillità da parte dell’inaffidabile Padoan e di altri, una situazione difficilmente governabile, con pericoli di ripresa incontrollabile degli spread e nuove drammatiche crisi.

E’ infatti chiaro a tutti come il difetto attuale dell’Europa sia nel manico. Ecco perché risulta ingestibile una situazione che riguarda un piccolo Paese che rappresenta il 2% tutt’al più del prodotto lordo europeo. Volendo riaffermare a tutti i costi le proprie fallimentari ricette (come per altri aspetti avviene, con analoghe inutili sofferenze umane ed enormi costi economici anche in materia di immigrazione e richiedenti asilo), l’Europa attuale e il governo neoliberale dell’economia mondiale (vedi Fondo monetario internazionale) più in generale vogliono ad ogni costo tutelare se stessi. Che l’Europa vada a fondo importa loro ben poco.

Riferisco al riguardo due commenti assolutamente mainstream. Il primo di Massimo Riva sul L’Espresso della settimana scorsa, il quale afferma che “il caso Grecia costituisce un monumento all’idiozia politica dell’Europa intera” e precisa che “dove…si è raggiunto il colmo della stupidità umana (prima ancora che politica) è con la strategia dell’austerità a qualunque costo”. Il secondo commento è di Stiglitz su Internazionale, sempre della scorsa settimana: “La Germania e gli altri creditori continuano a pretendere che la Grecia accetti un programma fallimentare”. E quanto agli effetti del possibile Grexit: “In Europa, e soprattutto in Germania, taluni ostentano indifferenza di fronte all’ipotesi che la Grecia esca dalla zona euro…Queste persone sottovalutano decisamente i rischi.. Ma la conseguenza più importante sarebbe l’indebolimento della solidarietà europea”.

Solidarietà europea che, come si vede nella risposta rispetto al problema dei profughi, è già un concetto estremamente accademico e inconsistente. L’eventuale uscita della Grecia dall’euro avrebbe sicuramente come conseguenza un peggioramento ulteriore della già pessima qualità dell’Europa. In termini di accettazione indiscussa dei deleteri dogmi neoliberisti, di scadimento ulteriore della democrazia (Varoufakis ha denunciato il fatto che gli stessi ministri sono chiamati ad approvare testi che neanche conoscono o possono conoscere fino in fondo), di prevalenza incontrastata degli interessi della Germania (che già ha tratto enormi profitti dalla situazione).

Ieri su Repubblica lo stesso Varoufakis espone in termini chiari la situazione e le condivisibili proposte del governo greco. Rigettare tali proposte sarebbe un vero e proprio crimine di cui un giorno Juncker, Schaeuble &C. saranno chiamati a rendere conto di fronte ai popoli europei.

Se si vuole salvare l’Europa bisogna quindi arrivare a un accordo che rifletta le aspirazioni del governo e del popolo greco, gravati da un debito per molti aspetti illegittimo e inesigibile anche seguendo le norme del diritto internazionale, buttando a mare i deleteri dogmi neoliberisti che riflettono gli interessi dominanti. Altrimenti dovremo prendere atto che è questa Europa che va buttata a mare. I greci, come ha detto recentemente Tsipras, sono ottimi navigatori e quindi sapranno ad ogni modo ritrovare la rotta. Meno note sono le propensioni marinaresche dell’attuale classe dirigente tedesca delle Merkel e degli Schäuble, e soprattutto dei loro valletti, Renzi in testa, che rischiano per primi di affondare.

Eventualmente si trasformeranno e ci trasformeranno in canotti umani per consentire a Merkel, ecc. di porsi in salvo, ovvero di continuare a esercitare in modo miope, sbagliato e irresponsabile il loro inaccettabile ruolo di dominio sull’Europa intera.