Una bambina è in piedi vestita da sposa. Dietro di lei, un uomo la abbraccia indossando abiti eleganti. Se non fosse per la disparità di età, potrebbe sembrare una fotografia uscita da un album di nozze. Invece si tratta di una figlia ritratta con suo padre per fare una cerimonia ben diversa: la bimba prometterà di restare vergine fino al matrimonio mentre suo papà giurerà solennemente di difendere l’illibatezza della giovane donna. Siamo a un “Purity ball”, il ballo della verginità, un rito molto popolare nelle comunità cristiane degli Stati Uniti. “I purity ball sono una cerimonia iniziata nel 1998 nella comunità evangelica di Colorado Springs ma ormai sono diffusi in 48 stati americani”, racconta a FQ Magazine David Magnusson, fotografo svedese che ha passato cinque mesi tra Colorado, Arizona e Louisiana fotografando questo rituale.

Una sorta di vero e proprio matrimonio dell’America più religiosa e rurale dove le adolescenti, vestite di bianco e acconciate a festa, promettono ai loro papà di arrivare vergini al matrimonio. Anche la struttura della cerimonia ricorda un tradizionale sposalizio, con promesse, banchetti, discorsi e balli serali tra padri e figlie. “L’età media della bambine è di 12-13 anni, ma ci possono essere anche ragazze di 17 o 18 anni – continua Magnusson – Se la cerimonia viene fatta da bimbe di quattro anni, invece, alla figlia non è chiesta alcuna promessa in merito alla sua sessualità ma sarà il padre a impegnarsi per tutelare la castità della ragazza fino alle nozze”. Sempre secondo il contratto di questa cerimonia, compito del genitore anche quello di individuare il marito adatto a sua figlia.

La famiglia Wilson, che ha fondato i Balli della verginità in Colorado, descrive l’evento come la celebrazione dell’importanza del rapporto padre-figlia. Secondo il quotidiano inglese The Independent il Christian Certer che organizza le cerimonie in Illinois sostiene che il Purity ball sia in grado di tenere alta la bandiera della purezza in una società che vuole invece distruggerla. “Speriamo ti unisca a noi – si legge sul sito internet dell’agenzia americana – Il nostro progetto vuole incoraggiare le adolescenti a rispettare la loro purezza e aiutarle a capire la bellezza della vita che Dio le offre. La Bibbia chiede ai padri di proteggere le loro figlia. Noi vogliamo solo chiedere agli uomini a prendersi carico di questa responsabilità”.

L’idea di fotografare i Purity Ball a David Magnusson è venuta dopo avere letto un breve articolo a riguardo. “Ero sotto shock e allo stesso tempo affascinato – racconta a FQ Magazine – Immaginavo padri terribili e opprimenti. Ma è bastato studiare il fenomeno per capire che quelle famiglie stavano solo facendo quello che la tradizione gli indicava come la buona via”. Ne è nato un progetto fotografico che mira “a esplorare un rito, non a giudicarlo, cercando di capire la ragione nascosta dietro questo evento”. Immagini, già esposte a Helsinki, Los Angeles, Francia e Svizzera, che sortiscono “reazioni diverse nel pubblico, dalla costernazione al sentirsi provocati o incuriositi. Mi piacerebbe che il mio lavoro faccia nascere una riflessione sopra i valori di ogni società. Padri e figlie che partecipano ai Purity Ball sono in qualche modo influenzati dalla realtà in cui vivono. In fondo noi tutti lo siamo, senza rendercene troppo conto”.