Tra gli addetti ai lavori, la bomba di giornata è il possibile acquisto di Mtv da parte di Rupert Murdoch e della sua Sky. Il rumor è comparso sulle pagine di Repubblica, anche se non c’è ancora nessuna conferma ufficiale da Sky o Viacom. L’accordo economico consisterebbe in un pagamento in due tranche: la prima al momento dell’acquisto, la seconda solo se e quando i giudici daranno torto a TeleNorba, secondo cui i canali 7, 8 e 9 del telecomando dovrebbero essere assegnati a emittenti regionali e non nazionali.

Se l’accordo tra Sky e Viacom (che comprenderebbe anche l’esclusiva su Sky dei canali Nickeoloden, Nick Jr e Comedy Central) venisse confermato, però, la notizia principale riguarderebbe l’intenzione di Murdoch di puntare ancora di più sull’offerta terrestre e gratuita, dopo il lancio di Cielo (canale 26) e SkyTg24 (canale 27). Gli equilibri della tv italiana sono sempre più precari, con Sky che da qualche tempo si è messa in testa di insidiare i due colossi generalisti sul loro terreno, dopo averli già stuzzicati dall’alto delle sue frequenze satellitari con prodotti un tempo appannaggio delle generaliste (Xfactor e Italia’s Got Talent, ma anche le serie Romanzo Criminale, Gomorra e 1992). Per non parlare, poi, di tutto il filone culinario, che va da MasterChef (anche nella sua versione Junior) a Hell’s Kitchen, passando per Cucine da incubo del corpulento Cannavacciuolo.

A margine di questa vicenda ancora tutta da verificare, ci sarebbe il declino definitivo di Mtv. Da rete musicale dal passato glorioso (la Mtv Generation è leggenda, per chi è cresciuto negli anni Ottanta e Novanta), oggi è un canale zeppo di reality a stelle e strisce ad alto contenuto trash (Jersey Shore, Geordie Shore, Teen Mom, 16 anni e incinta), con qualche produzione italiana di un certo successo (Ginnaste – Vite parallele, la versione nostrana di 16 anni e incinta ma soprattutto la stralunata serie Mario firmata da Maccio Capatonda). La musica è relegata in canali di nicchia sul bouquet Sky, dal numero 600 in poi, raggiungibili solo da pochi affezionati che non riescono a farne a meno. E poi c’è ancora il rito degli Mtv Music Awards, la cui versione europea quest’anno fa tappa proprio a Milano, in occasione dell’Expo. Un po’ poco, per una realtà che un tempo era la Bibbia della musica in televisione e oggi vivacchia tra scherzi amatoriali ripresi con i cellulari e ragazzotte americane problematiche alle prese con gravidanze indesiderate e irresponsabili.

Forse la Mtv dei giorni nostri mancherà a pochi telespettatori. Quella di un tempo, tra musica live e programmi pomeridiani per teenager musicofili, aveva un senso. Ma la tv è in continuo mutamento e lo squalo Murdoch è sempre lì pronto ad azzannare chi resta indietro. Rai e Mediaset sono avvisate.