Dopo l’articolo comparso sul Corriere della Sera sul farmaco che costa un occhio mi aspettavo finalmente una risposta dal ministro Lorenzin e/o da Napoleone Ferrara, inventore delle due molecole di Avastin-Lucentis vendute a Novartis-Roche inspiegabilmente fatto sedere nel Consiglio Superiore di Sanità proprio dalla Lorenzin, invece nulla. Solo Novartis ha sentito la necessità di far pubblicare una “precisazione” non convincente.

In realtà la richiesta di chiarimenti alla ministra ha radici lontane. La senatrice Michela Montevecchi già nel 2013 fece richiesta di calendarizzare la sfiducia alla Lorenzin per il suo operato rilanciata con una nuova richiesta nell’agosto 2014 prendendo spunto anche da un mio articolo. Ma i parlamentari non hanno mai accettato la discussione ed il voto. Ancora nei giorni scorsi la senatrice pentastellata è intervenuta in una seduta del Senato per richiedere a viva voce la calendarizzazione. L’aula ha bocciato la proposta.

Nello stesso tempo due onorevoli del Pd, Miotto e Lenzi, presentano un’interrogazione al ministro della Salute sull’uso e consumo dei due farmaci. Nella risposta, alla tabella 2 di pag. 62, si può notare come Avastin viene utilizzato solo in 6.471 pazienti mentre Lucentis in 72.537! In particolare il Lucentis viene usato in 24.662 pazienti con edema maculare dove il successo clinico è più soddisfacente per il paziente. Un salasso di soldi pubblici.

Ma il nuovo Consiglio superiore della Sanità in cui siede ancora Napoleone Ferrara ha mai discusso dell’argomento per risolverlo definitivamente? Lorenzin cosa ha messo a fare un tale scienziato, in palese conflitto di interesse, se non risolve e fa risparmiare ai cittadini italiani 1 milione di euro al giorno? Invece di arroccarsi dietro a senatori che coprono il suo discutibile operato perché non si presenta alla Camera ed al Senato spontaneamente? Non crede che gli italiani abbiano diritto di sapere? Si faccia giudicare dai suoi colleghi e dai cittadini se non ha nulla da nascondere.

Il caso Avastin-Lucentis non può essere oscurato dai silenzi delle vostre aule istituzionali. Gli italiani non dimenticano gli sprechi che vi servono per difendere e spartire voti utilizzando le tasche e la salute di chi dovreste rappresentare.