La Procura di Trani ha chiuso le indagini sulla presunta maxitruffa da circa 150 milioni di euro legata alla costruzione del nuovo porto di Molfetta. L’atto è stato notificato a 48 indagati (tra i quali cinque società), rispetto ai 62 inizialmente coinvolti nell’inchiesta della magistratura tranese. Tra gli indagati c’è il senatore di Ncd Antonio Azzollini, all’epoca dei fatti contestati sindaco di Molfetta.

Agli indagati il procuratore aggiunto di Trani Francesco Giannella e i sostituti Antonio Savasta e Michele Ruggiero contestano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, falso, abuso d’ufficio, truffa, frode in pubbliche forniture, rifiuto di atti d’ufficio, violazioni ambientali e paesaggistiche, minaccia a pubblico ufficiale, concussione per induzione.

Secondo l’accusa, Azzollini avrebbe appaltato nel 2007 i lavori per la costruzione della diga foranea e del nuovo porto commerciale per 72 milioni di euro. Costo lievitato poi a 147 milioni per gli interventi di bonifica dei fondali da migliaia di ordigni bellici inesplosi. Gran parte dei finanziamenti pubblici, ritiene la Procura di Bari, sarebbero poi stati distratti dal Comune che li avrebbe utilizzati per far quadrare i conti del bilancio cittadino.

Secondo i magistrati il senatore Azzollini è stato il promotore dell’associazione per delinquere che ha dirottato su Molfetta, e poi distratto, centinaia di milioni di euro di denaro pubblico. Del presunto gruppo criminale avrebbero fatto parte anche Vincenzo Balducci, ex dirigente comunale ai lavori pubblici, e Giorgio Calderoli, procuratore speciale dell’impresa Cmc di Ravenna, capofila dell’Ati che si è aggiudicata i lavori.