Già nel 2008 l’allora leader della Lega Umberto Bossi, intervenendo sulla scuola, aveva affermato: “I professori meridionali tolgono lavoro a quelli del nord”. Nell’agosto 2014 ci ha riprovato Fabio Rolfi, vice-capogruppo della Lega al consiglio regionale della Lombardia, che ha dichiarato di non volere più professori “terroni” in terra padana sottolineando che “non è razzismo dire basta se trentamila insegnanti precari del Sud superano nelle graduatorie quelli del Nord”. Chissà cosa penseranno della sospensione dall’ufficio e dallo stipendio per cinque mesi del docente universitario Maristella Amisano, associato di Diritto penale presso il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Università della Calabria.

Lo ha deciso il consiglio di amministrazione dell’ateneo cosentino, guidato dal rettore Gino Mirocle Crisci, che ha punito la professoressa universitaria per assenteismo. Maristella Amisano non è di Cosenza e neanche del sud Italia. È nata a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, si è laureata a Torino e da febbraio 2007 è avvocato del Foro del capoluogo piemontese iscritto all’albo speciale per i cassazionisti.

La notizia è apparsa sul “Quotidiano del Sud” in un articolo di Eugenio Furia che, sul giornale locale, ha spiegato i motivi del provvedimento assunto dall’Unical nei confronti della sua docente.

Tutto è partito da un esposto anonimo degli studenti che lamentavano l’assenteismo della professoressa Amistano accusata di “presunte violazioni dei doveri d’ufficio connessi allo svolgimento, in maniera continuativa, degli impegni didattici”. Lamentele che, secondo il cda dell’Università, sono state riscontrate dopo l’audizione della stessa professoressa piemontese e da “documentazione, da cui emergeva il presunto assenteismo della docente e lo svolgimento delle lezioni ad opera di personale non qualificato”. In sostanza, le lezioni e gli esami di diritto penale sarebbero state tenuti da assistenti che, in realtà, non potevano svolgere quel ruolo.

“Il complesso impianto istruttorio, documentale e probatorio – è scritto nel verbale di sospensione – evidenzia la violazione dei seguenti doveri didattici da parte della professoressa Amisano: mancato svolgimento in maniera continuativa delle attività didattiche; mancata partecipazione alle riunioni dei consigli di dipartimento e del consiglio del collegio dei docenti del dottorato Impresa, Stato e Mercato; mancato svolgimento dell’orario di studenti e irregolarità nello svolgimento delle sessioni d’esame”. Il rettore Crisci va anche oltre il provvedimento di sospensione e, abbandonando qualsiasi difesa corporativa tra prof, nel verbale del Cda trova spazio una vera e propria lezione sui compiti dei professori universitari.

“È appena il caso di ricordare – scrive infatti il rettore – che ciascun docente è tenuto a svolgere personalmente e in modo continuativo i compiti didattici, garantendo la propria presenza costante presso la sede universitaria ed esercitando la propria attività presso le strutture didattiche e di ricerca dell’Ateneo, nel corso dell’intero anno accademico. Rientra tra gli obblighi istituzionali dei professori universitari, inoltre, quello di riservare annualmente a compiti didattici e di servizio agli studenti, inclusi l’orientamento e il tutorato, un determinato numero di ore ed infine di partecipare alle adunanze dei consigli”.