“Anche i preti potranno sposarsi ma soltanto a una certa età”. Ne L’anno che verrà di Lucio Dalla il miracolo avveniva in un futuro prossimo venturo. Mentre in Uomini Proibiti, il documentario diretto da Angelita Fiore, i preti, rigorosamente cattolici ed italiani, di relazioni sentimentali con donne ne hanno già da tempo, e qualcuno ha persino dei figli. L’annosa questione del celibato, norma rigida del Diritto Canonico della Chiesa Cattolica, viene riproposta attraverso l’esperienza diretta di tre sacerdoti che hanno deciso di andare contro le regole della Chiesa, continuare la loro relazione amorosa con una donna, e parlarne davanti ad una videocamera.

“Sono oltre 120mila nel mondo i preti che hanno lasciato il ministero per sposarsi, e molti altri hanno invece relazioni nascoste. E’ un numero importante che la Chiesa non può ignorare”, spiega al FQMagazine la regista Angelita Fiore, dottoranda al Dams di Bologna, con Uomini Proibiti all’opera prima.

UOMINI PROIBITI – crowdfunding from Forbidden Men – Film on Vimeo.

In Italia le segretissime associazioni che registrano e seguono i casi specifici di sacerdoti coniugati segnalano una cifra approssimativa, solo nel nostro paese, tra gli 8 e i 10mila casi. “E’ una regola ecclesiastica quella del celibato, inventata dagli uomini e introdotta di recente, non detta da Gesù Cristo”, continua la Fiore. “Non sono cattolica, non vado a messa, ma quand’ero piccola ho ricevuto tutti i sacramenti come credo la maggioranza degli italiani, anche se non credenti e/o praticanti. Il mio sguardo sul tema non è né da cattolica, né da a-cattolica: parlo di umanità senza fare necessariamente un film contro; non ho girato un film d’inchiesta ma un film d’amore. Poi una volta analizzato il codice, la regola del celibato fa acqua da tutte le parti. Sappiamo tutti che la chiesa protestante permette ai sacerdoti di sposarsi, ma soprattutto lo permettono anche le Chiese Orientali di rito bizantino a quei sacerdoti che non vogliono diventare vescovi”.

Quasi cinque anni di ricerca, poi il graduale avvicinamento ad una donna innamorata di un prete e almeno un altro paio di anni per seguire le tre storie selezionate per il film: “La prima volta che ebbi l’idea di parlare di questo argomento, di cui nessuno parla, di solito ci si concentra di più sulla pedofilia nella Chiesa o sui preti gay, fu nel 2006. Entrare in contatto con questi sacerdoti e con le loro fidanzate o mogli non è stato per nulla semplice. Un lavoro lunghissimo di conoscenza e fiducia. Tutti parlavano con nomi falsi. Nel tempo sono diventata con la mia videocamera una sorta di confessionale”.

Ecco allora comporsi il quadro completo di Uomini Proibiti, tre storie d’amore che non possono essere vissute appieno: “Pensavo di incontrare storie d’amore auliche, angelicali, invece sono rapporti ovviamente sentiti, ma molto contrastati e dolorosi. Questa sofferenza era necessario raccontarla”. Nelle poche immagini diffuse dalla produzione MaxMan si vede perfino un sacerdote che racconta di questo cortocircuito di senso legato all’immagine della donna. Durante la preparazione al sacerdozio “puzza di diavolo, di dannazione tranne quella asessuata e sublimata della Vergine”, poi arriva davanti alla videocamera e strappando l’effige della Madonna dice piangendo che ora “la odia”. Non ci sono teologi o psicologi a spiegare o tentare di capire il disagio dei protagonisti per scelta stilistica; e nemmeno rappresentanti ufficiali del clero, seppur contattati e ascoltati. C’è invece l’appello alla Chiesa, anzi direttamente a Papa Francesco, che lo scorso febbraio avrebbe confidato ad un suo collaboratore che la questione dei “preti sposati è in agenda”: “Stiamo raccogliendo 5mila euro in crowdfunding per poter duplicare le copie in dcp e blue-ray per poi spedirle ai festival e al pontefice – conclude Fiore – potrebbe davvero abolire in tempi brevi l’obbligo del celibato restituendo a questi uomini i loro diritti naturali e umani”.