Il Vaticano ha riconosciuto giuridicamente lo Stato della Palestina. L’annuncio è stato diffuso al termine della riunione plenaria della Commissione bilaterale tra Santa Sede e Palestina. “La Commissione ha concluso il suo lavoro – ha spiegato il portavoce Vaticano, padre Federico Lombardi -, c’è un testo che sarà presentato alle autorità e sarà stabilita la data della firma”.

La riunione, svoltasi in un “clima cordiale e costruttivo” – come si legge in un comunicato ufficiale – ha riconosciuto il lavoro svolto in precedenza a livello informale dal gruppo tecnico congiunto, dopo l’ultimo incontro tenutosi a Ramallah il 6 febbraio 2014. In particolare, si precisa nella nota, la Commissione ha “preso atto con grande soddisfazione dei progressi compiuti nella stesura del testo dell’accordo, che si occupa di aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa cattolica in Palestina“. I punti principali riguardano “libertà di azione della Chiesa, giurisdizione, statuto personale, luoghi di culto, la sua attività sociale e caritativa, i mezzi di comunicazione sociale e le questioni fiscali e di proprietà”.

Ma il testo dell’accordo, ha sottolineato monsignor Camilleri, esprime in particolare “l’auspicio per una soluzione della questione palestinese e del conflitto tra israeliani e palestinesi nonché delle risoluzioni della comunità internazionale, rinviando a un’intesa tra le parti”. Sarebbe “positivo – conclude il capo della delegazione vaticana – che l’accordo raggiunto potesse in qualche modo aiutare i palestinesi nel vedere stabilito e riconosciuto uno Stato della Palestina indipendente, sovrano e democratico che viva in pace e sicurezza con Israele e i suoi vicini, nello stesso tempo incoraggiando in qualche modo la comunità internazionale, in particolare le parti più direttamente interessate, a intraprendere un’azione più incisiva per contribuire al raggiungimento di una pace duratura e all’auspicata soluzione dei due Stati”.

“Sì, è un riconoscimento che lo Stato esiste“, ha risposto ai giornalisti padre Lombardi, generando la reazione di Israele, che si definisce “deluso” attraverso le parole del portavoce del ministero degli esteri: “Questa decisione non contribuisce a riportare i palestinesi al tavolo delle trattative”. Ma l’Autorità nazionale palestinese ha voluto precisare, tramite Majdi Khaldi, consigliere diplomatico: “Non si tratta di un riconoscimento. Il riconoscimento palestinese come entità diplomatica, da parte del Vaticano, è già avvenuto anni fa e si è consolidato con l’ammissione della Palestina come stato non membro all’Onu“.