“In settimana vareremo il decreto sulle pensioni”. Lo ha garantito il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan precisando però che l’indicizzazione delle pensioni non sarà ripristinata totalmente: “Lo faremo in modo parziale e selettivo. Progressività e temporaneità, come dice la Corte costituzionale, vuol dire evidentemente che sono le pensioni più basse che devono essere protette più di quelle alte”, ha aggiunto nel corso di un’intervista al Messaggero.

“Il principio che ci sta guidando nel determinare un metodo che permetta di restituire una parte dell’indicizzazione si basa su un criterio di gradualità – ha poi spiegato – Quindi tenendo conto delle fasce di reddito sia in termini di arretrati sia di trattamenti futuri. Ma allo stesso tempo occorre mantenere sostanzialmente intatta la struttura del Def”.

Se infatti si dovesse ripristinare integralmente l’indicizzazione sulle pensioni congelata dal governo Monti a fine 2011, “l’Italia si troverebbe a violare simultaneamente il vincolo del 3%, l’aggiustamento strutturale e la regola del debito. Quest’ultimo, che sta iniziando a scendere, ricomincerebbe a salire e la Commissione ci metterebbe immediatamente in procedura d’infrazione, sia per il deficit che per il debito. Con conseguenze per noi gravissime. Questo è il messaggio che forse non si è ancora capito”.

Secondo il ministro, in ogni caso, grazie al cosiddetto tesoretto, è possibile procedere senza modificare le previsioni del Documento di economia e finanza. Ma i margini di manovra non dovrebbero consentire scostamenti superiori agli 8 miliardi. “Sulle cifre per ora non dico altro. Stiamo valutando tutte le strade possibili. Quello che posso aggiungere è che comunque questa scelta sarà definita molto presto”, è l’asciutta replica. Quanto alle fasce in cui verranno divisi i destinatari dei rimborsi, la decisione in ultima istanza sarà politica: “Dovrà essere presa una decisione politica nel quadro di finanza pubblica”.