Un risultato scontato, praticamente in autogestione. E ora lo spauracchio delle imboscate in Aula. In commissione Affari Costituzionali della Camera il Partito democratico ha approvato da solo la riforma della legge elettorale, con il testo che lunedì 27 arriverà in Parlamento per la discussione alla Camera. Erano presenti solo i commissari di maggioranza (presenti 9 dei 10 sostituti dei “dissidenti”), dopo la decisione delle opposizioni (Forza Italia, M5s, Lega e Sel) di non partecipare ai lavori. Senza emendamenti e senza discussione il percorso è stato quindi rapido. “L’aventinismo” come al solito non paga: “Personalmente – spiega in questo senso il presidente della commissione Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) – non ho condiviso la scelta delle opposizioni di lasciare i lavori della commissione sulla legge elettorale perché sono convinto che l’Aventino sia generalmente un errore”.

Ma nel frattempo ad attaccare Renzi è l’ex alleato di ferro del patto del Nazareno, Silvio Berlusconi: “Non possiamo consentire a Renzi – spiega ai deputati di Forza Italia – di prendere il potere totale con il 30 per cento dei voti attraverso una legge che di fatto con lo sbarramento al 3% polverizza l’opposizione. Noi avevamo proposto l’elezione diretta almeno chi vince è legittimato dal popolo e ci sarebbero solo due partiti”. Per questo il capo di Fi conferma il no all’Italicum: “Non possiamo votare questa legge elettorale. Una legge che Renzi ha cambiato 17 volte“. In generale per l’ex presidente del Consiglio “questo governo ha fallito, tutti gli indicatori economici sono peggiorati. Hanno fallito sulla politica estera, sulla disoccupazione, sull’immigrazione. Avevamo ragione noi su tutto, sulla Libia, sull’immigrazione e sulla Russia”. E ha ribadito quanto dice ormai da mesi, se non da anni: “Siamo un Paese a democrazia sospesa: siamo al terzo governo non eletto”. L’attacco al leader del Pd è diretto, secondo quanto riferiscono le agenzie: “Renzi – ha detto l’ex Cavaliere – è malato di bulimia di potere“. Quanto a lui, Berlusconi, ha promesso di voler tornare in campo appena gli “sarà restituita la dignità”, ma assicura che andrà in televisione e farò “comizi ma solo al chiuso perché all’aperto qualcuno può attentare alla mia vita“. In particolare ha detto di essere “un obiettivo dell’Isis“.

Su quanto avverrà da lunedì nell’Aula di Montecitorio, invece, ha parlato anche il ministro Maria Elena Boschi che evidentemente teme le trappole delle opposizioni (e soprattutto della minoranza del suo partito). Da qui un appello ben preciso ai gruppi parlamentari per rinunciare alla richiesta del voto segreto, come invece già chiesto per esempio da Forza Italia. “Mi auguro che tutti i gruppi parlamentari – ha concluso la Boschi – decidano di discutere senza ricorrere al voto segreto, che è una possibilità e non un obbligo, e che la battaglia avvenga a viso aperto”. Se il clima sarà quello precedente alla riunione della Commissione, facile immaginare che le speranze della Boschi rimarranno lettera morta.