“Per ora dobbiamo cercare di parare i gol, poi potremo segnarli anche noi”. Questa la metafora usata dall’amministratore delegato della Zucchi, Giovanni Battista Vacchi, per commentare il via libera dei soci, Gigi Buffon in testa con il 56% del capitale, a procedere con la ”domanda prenotativa di concordato preventivo in bianco” al Tribunale di Milano in vista di un accordo sulla ristrutturazione del debito con le banche. “Siamo tutti impegnati a salvare un gruppo importante che occupa 1.100 persone – ha aggiunto Vacchi – e che rappresenta un pezzo della storia industriale e culturale del Made in Italy”.

Il sì degli azionisti, dietro al portiere della Juve ci sono tre delle cinque banche creditrici: Unicredit (4,7%), Intesa (3,4%) e Bpm (2,5%) è giunto lunedì alla ripresa dell’assemblea straordinaria interrotta lo scorso 24 marzo. Rispetto ad allora, secondo il presidente Matteo Zucchi, le negoziazioni con le banche “sono progredite”. Al momento, ha spiegato ai soci il rappresentante della famiglia, “non si intravvedono elementi preclusivi al raggiungimento di un accordo, le basi sono tali da poter risolvere i problemi di ricapitalizzazione”. In tutto 15 milioni di euro, dopo aver varato una ricapitalizzazione di 20 milioni di euro un anno fa.

Fatto sta che i soci hanno approvato la procedura che congela la situazione in attesa di un accordo senza il quale si entrerà nel vivo del concordato. La palla passa ora al Tribunale per la nomina dei commissari giudiziali con il compito di supervisione e di vigilanza sull’operato del cda, che al momento risulta decaduto. La decisione dei soci rappresenta, secondo Vacchi, la “forma più idonea per mettere in protezione la società” in vista dell’accordo con le banche, che potrà giungere, a suo avviso “prima dell’estate“. Il manager ha poi ricordato l’incarico conferito lo scorso marzo a Ernst&Young di trovare possibili nuovi investitori: “Abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse interlocutorie da diverse parti del mondo – ha spiegato – siamo una società con un patrimonio così forte che mi aspettavo un riscontro di questo genere”.