La Cpl Concordia aveva stabilito un sistema di “relazioni patologiche” con le istituzioni. Lo scrivono i pm di Napoli nelle carte delle nuove perquisizioni che hanno coinvolto oggi gli uffici della cooperativa in relazione al caso Ischia. E nel mirino finiscono proprio i rapporti con la politica. I carabinieri del Noe hanno infatti ricevuto la disposizione di sequestrare tutto ciò che ha a che fare con “ogni forma di finanziamento, sovvenzione, contributo erogato, a qualsivoglia titolo, ad associazioni, fondazioni, enti, partiti politici e singoli esponenti politici“. A proposito del sistema delle consulenze e dei finanziamenti alla politica, i magistrati evidenziano che appare verosimile che “tali rapporti, e le relative triangolazioni, rappresentino lo strumento per la realizzazione di quelle ‘retrocessioni’, espressione di ‘relazioni patologice’è tra la Cpl e la pubblica amministrazione.

Le perquisizioni sono scattate a Concordia sulla Secchia, provincia di Modena, e Roma nelle sedi della Cpl Concordia, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Coop per la metanizzazione dell’isola di Ischia e Procida. Il decreto di perquisizione è stato emesso dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto coordinati dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. Perquisiti anche gli uffici del presidente Mario Guarnieri, che non è indagato, e del responsabile commerciale, Andrea Ambrogi, che invece è iscritto nel registro degli indagati.

I militari hanno acquisito centinaia di contratti di consulenze, forniture e subappalti che, secondo l’ipotesi accusatoria, potrebbero essere stati in parte utilizzati per ottenere appalti in varie regioni d’Italia. Il responsabile delle relazioni esterne, Francesco Simone, arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli, spiegò ai magistrati che, attraverso consulenze fittizie e subappalti assegnati a società costituite ad hoc legate a familiari o prestanome di politici e pubblici amministratori, la Cpl Concordia riusciva ad ottenere lavori per le opere pubbliche.

Nell’ambito dell’inchiesta sono finiti agli arresti Roberto Casari, presidente della Cpl Concordia per quarant’anni, da poco in pensione, Giuseppe Ferrandino, detto Giosi, sindaco di Ischia, primo dei non eletti nelle liste del Pd nelle scorse elezioni europee, Nicola Verrini, direttore commerciale della cooperativa emiliana e Francesco Simone, consulente della Concordia.

E’ un quadro indiziario “ancora più grave, vasto e diffuso rispetto a quello già grave descritto nella ordinanza di custodia cautelare”, scrivono i pm Woodcock, Carrano e Loreto nel decreto di perquisizione. I magistrati nel decreto sottolineano come Simone e Verrini, nei rispettivi interrogatori, abbiano contributo ulteriormente a ”delineare il quadro e i connotati di quello che si può definire un vero e proprio sistema corruttivo assolutamente generalizzato che ruota intorno e che ispira l’attività della Cooperativa Cpl Concordia”. I due si sono soffermati ”specificamente su ulteriori episodi e vicende illecite”.

Per quanto riguarda l’appalto per la metanizzazione di Ischia, vicenda al centro della ordinanza di custodia eseguita nelle scorse settimane, i pm riportano alcuni passaggi dell’interrogatorio di Simone avvenuto il 3 aprile nel carcere di Poggioreale: “Confermo che tra il presidente Casari (l’ex presidente della coop Roberto Casari, ndr) e il sindaco Ferrandino c’erano rapporti molto stretti: la Cpl ha destinato utilità al sindaco e alla sua famiglia”.

Sempre sull’appalto di Ischia gli inquirenti richiamano nel decreto anche l’interrogatorio di Nicola Verrini, del 7 aprile scorso. Secondo il dirigente, nella prospettiva del presidente Casari, la convenzione stipulata dalla coop con l’albero ‘Le Querce’ di proprietà della famiglia di Ferrandino e la consulenza al fratello Massimo “era un modo per superare gli ostacoli burocratici o comunque per rendere più celere l’espletamento delle pratiche di competenza del Comune di Ischia”. A tale proposito Verrini ha ricordato che, non essendoci canali con gli altri comuni dell’isola, come Casamicciola e Lacco Ameno, in quei comuni “le pastoie burocratiche hanno ritardato l’inizio dei lavori di quasi dieci anni”. Verrini ha anche ricordato che la Cpl ha stipulato una convenzione da 30mila euro con un garage di Roma e che “Massimo Ferrandino vi teneva la sua auto”.