La Francia chiude le porte alla Puglia. Da lunedì, entrerà in vigore il divieto varato dal ministro dell’Agricoltura, Stephane Le Foll, alle importazioni delle piante a rischio Xylella fastidiosa, il batterio ritenuto tra le cause della moria di ulivi nel Salento. “In attesa dell’attuazione di un dispositivo europeo – si legge in una nota ufficiale – il ministro ha deciso di adottare misure nazionali. Un decreto è stato firmato oggi e verrà pubblicato domani al fine di interdire l’importazione in Francia di piante che possono essere infettate dalla Xylella fastidiosa e provenienti dalle zone colpite dal batterio. Questo divieto riguarda il commercio intra-europeo dalla regione Puglia e le importazioni da zone infette da paesi terzi interessati”. “Il governo italiano si farà sentire, è un embargo ingiustificabile”, tuona Enzo Lavarra, consigliere del ministro alle Politiche Agricole, Maurizio Martina, e delegato alla gestione dell’emergenza Xylella. È la seconda batosta, dopo il blocco delle barbatelle otrantine disposto il 14 gennaio scorso dall’Algeria, proprio a causa della presenza del batterio, sebbene il ceppo riscontrato nel Leccese non attacchi la vite.

Le barricate che si stanno alzando rischiano di tramortire definitivamente l’economia e il buon nome della Puglia. Che il nuovo terremoto commerciale fosse alle porte lo avevano preannunciato le scosse dell’ultima riunione del Comitato permanente sulla salute delle piante, riunitosi una settimana fa a Bruxelles: i Paesi mediterranei dell’Ue si sono divisi sulle misure per contenere la diffusione del contagio. Di fronte al freno dell’Italia, Spagna, Francia e Grecia hanno premuto perché nel Salento si applichino misure più rigorose di quelle, già pesanti, previste nel piano del commissario straordinario Giuseppe Silletti e che contemplano l’istituzione di una fascia di eradicazione di 15 chilometri e l’abbattimento di alberi infetti. Sono proprio quei Paesi concorrenti i prossimi che, con effetto domino, potrebbero prevedere un nuovo alt. Di più, fonti ministeriali confermano al IlFattoQuotidiano.it la possibilità di nuovi blocchi in arrivo sull’esportazione di piante ornamentali dai vivai di altre regioni italiane, come, ad esempio, quelli di Jesi.

La Francia, che smentisce la notizia di focolai sul suo territorio, si mette al riparo: “Xylella fastidiosa, che è trasmessa e dispersa tramite insetti, attacca diverse specie di piante (vite, agrumi, prunus, caffè, avocado, erba medica, oleandro, quercia, acero, ecc). Conduce alla massiccia moria di alcune specie di interesse economico (agrumi, viti, ulivi). Non esiste un metodo diretto della lotta contro i batteri. Una volta avvenuta la contaminazione, solo lo sradicamento totale delle piante contribuisce a sradicare la malattia”.

Ma c’è anche il risvolto politico, da leggere in filigrana tra le parole ufficiali: “Consapevole dell’importante rischio di introduzione di questo pericolo sanitario dalle conseguenze economiche molto pesanti per le filiere vegetali francesi e vista la prossimità di alcune regioni come la Corsica ai ceppi italiani, il ministro dell’Agricoltura, Stephane Le Foll, ha chiesto già dal 16 gennaio scorso misure europee”. È una precisazione non casuale quella riportata dal quotidiano Le Parisien. E potrebbe valere una forte pressione: entro fine mese, Bruxelles dovrà emanare una nuova decisione sui criteri di eradicazione degli alberi colpiti, la dimensione della zona cuscinetto e su un nuovo limite alla movimentazione delle piante. Dovrà rivedere, cioè, il Piano Silletti, ma dovrà farlo anche alla luce del nuovo parere che l’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, rilascerà entro il 17 aprile. Un nuovo studio, infatti, è in corso, sulla base dei documenti scientifici che, tramite Peacelink, le associazioni del Salento hanno fatto pervenire alla Ue e che dimostrerebbero che gli ulivi non muoiono a causa di Xylella, ma di attacchi fungini.

Nel frattempo, è psicosi. “Reagiremo in sede comunitaria contro queste azioni di concorrenza sleale – ribadisce Lavarra – esiste già un blocco delle piante potenzialmente ospiti, ma questo è troppo. Chiederò il pronunciamento di tutti gli europarlamentari. E’ inaccettabile che l’Ue avalli la posizione francese e al contempo imponga misure drastiche per contenere la Xylella, senza far nulla per finanziare la ricerca e riconoscere un adeguato ristoro di danni che sono enormi, visto che ha anche la responsabilità di un deficit di controllo alle frontiere”.