Il primo viaggio di Erwin Schrumpf terminò nel parcheggio dell’Elpis, il più vecchio ospedale di Atene. Era il gennaio 2013. La scelta non dipese dal nome della struttura al numero 7 di via Dimitsanas, ma nel significato di quel termine greco è racchiuso tutto. Elpis vuol dire speranza. Ed Erwin fa filtrare questo messaggio da oltre due anni nel suo zigzagare per la penisola ellenica. Distribuisce medicinali e materiali farmaceutici a chi ne ha bisogno. “Tutto ha avuto inizio alcuni mesi prima mentre ero davanti alla tv. Trasmettevano un documentario riguardante i problemi legati alle cure mediche in Grecia, specialmente per i cittadini, e sono sempre di più, che non hanno un’assicurazione per coprire queste spese. Mi è scattato qualcosa dentro e ho fondato Help for Greece”, racconta a ilfattoquotidiano.it.

E’ un cittadino austriaco, ha 51 anni, vive a Salisburgo e prima lavorava in un azienda di cancelleria. Poi ha mollato tutto per aiutare la Grecia, dove dal 2013 trascorre circa cento giorni all’anno on the road. “Ma l’impegno per organizzare tutto è full time”. Ha creato un network di circa cinquanta tra aziende e farmacie che donano medicinali, siringhe, bendaggi e cibo per bambini. La prima traversata verso la Grecia è stata un viaggio in solitaria, poi nei mesi successivi ha ricevuto l’aiuto di una dozzina di persone. Dal suo furgone sono state scaricate circa 60 tonnellate di aiuti anche negli angoli più remoti della Grecia. Ne hanno usufruito diciassette strutture e organizzazioni: ospedali ad Atene, Patrasso, Salonicco, sull’isola di Cefalonia. Ma anche centri di assistenza per chi non ha copertura medica e l’Sos Children’s Village di Vari. “Le spese di viaggio vengono coperte dalle donazioni degli associati – spiega Schrumpf  – Cerco in ogni modo di risparmiare dormendo in hotel nei sobborghi di Atene e usando il traghetto”.

Erwin7Il 28 dicembre stava tornando a casa per passare il Capodanno con la sua famiglia, ma dopo due anni di assistenza è toccato a lui chiedere aiuto. Era tra i passeggeri della Norman Atlantic, la nave della compagnia Anek Lines andata a fuoco a largo delle coste albanesi con circa 500 persone a bordo. Si è salvato, ma ha perso quel furgone che consumando le ruote sulle strade greche ha portato aiuto alla popolazione più colpita dalla crisi. Il van è ancora custodito nella pancia del traghetto, attraccato ora nel porto di Bari. Grazie alle donazioni sono bastati due mesi per acquistarne uno nuovo e rimettersi in marcia. A fine febbraio, per la prima volta dopo il disastro, Erwin si è imbarcato con un volontario da Venezia, direzione Patrasso.

“Continuo a non capire come difficoltà così gravi e penuria di assistenza medica possano esistere oggi nel cuore dell’Europa. Questo mi sconforta, ma l’altra faccia della medaglia è rappresentata dalle lacrime di felicità della gente ad ogni nostro arrivo”. Ha esultato almeno un po’ il giorno dell’elezione di Alexis Tsipras? Erwin fa un passo avanti: “Si discute sempre del dialogo tra Germania, Unione Europea e Grecia affinché si trovi uno stratagemma per stoppare la crisi del debito greco. Intanto la vita di tutti i giorni va avanti e lì serve un intervento umanitario – spiega – Oggi, non poi. Noi siamo in prima linea. Ci sentiamo obbligati ad aiutare i greci, vittime innocenti della crisi”. Il progetto va avanti e presto potrebbe allargarsi a nuovi Paesi: “Al momento è solo un’idea, ma tra aprile e maggio saremo in Italia per verificare se esistono le condizioni per avviare una campagna simile nel Mezzogiorno. Visiteremo orfanotrofi e ospedali pediatrici. Se c’è bisogno d’aiuto, non ci tireremo indietro”.

Twitter @AndreaTundo1