“Che cosa penso di Dolce e Gabbana e della loro difesa della famiglia tradizionale? Credo che dall’alto del loro rango sociale non comprendano davvero che cosa vuol dire vivere in un paese dove l’omofobia uccide e il deficit di diritti pesa su molte vite”. Il leader di Sel Nichi Vendola, in un’intervista a Chi in edicola il 18 marzo, commenta le dichiarazioni di Domenico Dolce, lo stilista della griffe che a Panorama ha spiegato di essere a favore della famiglia tradizionale e contro gli omosessuali che vogliono diventare genitori.

Da loro nascerebbero quelli che lui chiama “figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo”. Parole che hanno scatenato la reazione del mondo Lgbt e in particolare di Elton John, che ha proposto di boicottare il brand, criticando la visione del mondo “arcaica” degli stilisti. Il cantante inglese, sposato dallo scorso dicembre con il compagno storico David Furnish, ha avuto due figli da una madre surrogata grazie alla fecondazione artificiale.

Vendola a Chi, che pubblica anche immagini tratte dal suo album privato, parla anche dei suoi progetti personali con Ed Testa, suo compagno da dieci anni che sposerà a maggio. E, a differenza di Dolce, non esclude la paternità. “Appena lasciato l’ incarico di governatore rifletterò anche se affrontare la paternità o no: è un pensiero che – racconta – riposa in un angolo della mia vita e che ho sempre rimandato. Sicuramente ho sempre amato il mondo dell’infanzia e vorrei scrivere un libro di filastrocche per bambini”.

Dopo dieci anni vissuti “al cardiopalma”, il leader di Sel spiega che “da maggio tutto cambierà. Vorrei sposarmi con Ed. Ma solo se me lo chiederà! Ma non mi trasferirò in Canada (Paese di cui è originario Testa, ndr) come hanno detto: per un uomo del Sud come me fa troppo freddo”.

E riguardo al suo progetto Fattore Umano che ha presentato a Caserta e con il quale vorrebbe riformare la sinistra italiana precisa: “Mi interessa la centralità dei diritti delle persone, la partita e non il partito e vorrei che questo principio fosse al centro di tutto: è da quando ho fondato Sel che ci penso”.