Oltre due milioni di euro, in assegni e bonifici, sono stati versati da Silvio Berlusconi alle ragazze ospiti delle serate ad Arcore, Ruby esclusa, nel periodo compreso tra il 2010 e i primi mesi del 2014. La cifra più alta, circa 390 mila euro, è andata ad Alessandra Sorcinelli, mentre Barbara Guerra ha incassato circa 200 mila euro, Barbara Faggioli più o meno 180 mila euro, le due gemelle De Vivo, Elisa Toti e Marysthell Polanco oltre 100 mila euro ciascuna, Raissa Skorkina 62 mila euro, Silvia Trevaini circa 55 mila euro e Ioana Visan 40 mila. E’ quanto si evince dagli atti della procura di Milano relativi all’inchiesta ‘Ruby 3’ depositati al tribunale del Riesame. In tutto si tratta di due faldoni da 1500 pagine.

Tra gli atti depositati al Tribunale del Riesame, in vista dell’udienza per discutere il dissequestro dei soldi prelevati a due delle 21 giovani durante le perquisizioni dello scorso 17 febbraio, c’è anche la ricostruzione, tramite gli accertamenti sulle celle telefoniche, della presenza delle ragazze ad Arcore dal 2012 alla primavera del 2014. I telefonini di quasi tutte, Ruby esclusa, sono stati ‘captatì nei paraggi di villa San Martino. Impossibile dire però se siano entrate, come una volta, nella residenza milanese dell’ex premier o si siano, come qualcuno sostiene, solo appostate davanti ai cancelli senza che qualcuno le facesse accomodare

Tra gli atti ci sono anche le sentenze dei processi Ruby e Ruby bis e svariate pagine di intercettazioni. L’importo ricostruito, per l’esattezza, ammonta a 2 milioni e 150 mila euro. La provenienza non lascerebbe dubbi. Non sono documentate fonti di reddito “delle indagate che non siano riconducibili in modo diretto e indiretto” a Silvio Berlusconi. Sostiene ancora la Procura di Milano a proposito degli accertamenti bancari disposti sui conti correnti di una ventina di ospiti ad Arcore e depositati al Riesame. Tra le beneficiarie del denaro, come detto, non c’è però la giovane marocchina per la quale, invece, un ex avvocato che l’assisteva ha parlato di un pagamento pari a sei milioni di euro.