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Garlasco, Garofano: “Escludo categoricamente qualsiasi manipolazione sui pedali della bici di Stasi”

L'ex generale del Ris di Parma replica ai dubbi sollevati dalla Procura di Pavia sulle analisi del 2007: "Tutte quelle analisi furono fatte nel contraddittorio". E difende i suoi collaboratori: "Metto la mano sul fuoco sulla loro onestà"
Garlasco, Garofano: “Escludo categoricamente qualsiasi manipolazione sui pedali della bici di Stasi”
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Luciano Garofano respinge con decisione qualsiasi ipotesi di manipolazione o irregolarità nelle analisi effettuate nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. L’ex generale del Ris di Parma interviene dopo gli elementi emersi nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, che ha riportato al centro dell’attenzione i dati relativi al campione genetico prelevato dai pedali della bici bordeaux. Il riferimento è alle due controanalisi elettroforetiche datate 20 settembre 2007 con esito negativo che secondo i consulenti dell’allora fidanzato della vittima, “lo avrebbero scagionato 19 anni fa” e non sarebbero entrate nel fascicolo processuale. Il nodo è rappresentato appunto dal fatto che, secondo quanto emerge dagli accertamenti della nuova indagine, di quelle due analisi negative non vi sarebbe traccia nel fascicolo del procedimento della Procura di Vigevano. È su questo punto che si concentra la presa di posizione di Garofano, che all’epoca guidava il Ris di Parma.

“Ho la certezza granitica di poter escludere qualsiasi manipolazione, qualsiasi depistaggio, qualsiasi accantonamento di atti che non era e non è nel nostro costume”, afferma l’ex generale, contattato dall’Adnkronos. E aggiunge: “Io metto la mano sul fuoco, tutte le mani sul fuoco sull’onestà dei miei collaboratori che materialmente sono stati individuati dalla procura di Vigevano per fare quelle analisi”. Garofano, che è stato consulente della difesa Sempio ma ha lasciato l’incarico, contesta quindi alla radice l’ipotesi che gli esiti delle analisi possano essere stati alterati o deliberatamente accantonati da chi lavorava nel laboratorio del Ris. Il punto, sottolinea, è anche il metodo con cui quelle attività vennero svolte.

“C’è un passaggio importante: tutte quelle analisi”, oggi messe in discussione dalla Procura di Pavia, “sono state fatte nel contraddittorio cioè alla presenza dei consulenti di parte, anche quelli di Alberto Stasi”. Secondo l’ex comandante del Ris, inoltre, numerosi accertamenti sarebbero stati effettuati “nella più totale contestualità”. Negli altri casi, spiega, “i risultati venivano mostrati ai consulenti”. Da qui la sua perplessità sulla possibilità che eventuali irregolarità potessero essere state commesse senza essere rilevate dalle altre parti presenti alle operazioni.

“Mi sembra difficile capire come possa essere avvenuto tutto questo”, osserva Garofano, che ribadisce poi in termini ancora più netti la propria posizione: “Escludo categoricamente, con certezza granitica, che da parte dei miei collaboratori che hanno fatto le analisi ci possa essere stata qualche irregolarità”. Il caso dei pedali è tornato al centro dell’inchiesta dopo che la Procura di Pavia ha acquisito i Raw Data delle analisi effettuate nel 2007. Il primo prelievo, il campione bu_p, aveva consentito di ottenere un profilo genetico attribuito a Chiara Poggi. Le successive analisi, comprese quelle del 20 settembre richiamate nella nuova indagine, hanno prodotto invece risultati differenti.

È proprio questa presunta discordanza a essere stata sottoposta a nuova valutazione. I consulenti della Procura di Pavia hanno confermato l’esistenza delle due corse elettroforetiche negative e hanno ritenuto che, all’epoca, sarebbe stato opportuno un ulteriore approfondimento. Un elemento che, come fa notare la difesa di Sempio, potrebbe essere valutata come indizio a discarico di Stasi. Una eventualità che ha spinto i legali della famiglia Poggi di chiedere che sia la Corte d’appello di Brescia (competente per una eventuale revisione) a decidere. Il nuovo elemento si inserisce in una vicenda processuale nella quale è stata discussa anche la provenienza del materiale biologico trovato sui pedali e il significato da attribuire al primo profilo genetico. Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, mentre Andrea Sempio è oggi indagato dalla Procura di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta.

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