Accolto da una manifestazione di protesta all’esterno e da applausi all’interno dell’edificio, Benyamin Netanyahu ha fatto il proprio ingresso al Congresso degli Stati Uniti d’America. In piena campagna elettorale (in Israele si vota il 17 marzo), il capo del governo di Gerusalemme ha ingaggiato un braccio di ferro a distanza con Washington per tenere un discorso di fronte ai parlamentari statunitensi, sfidando la contrarietà della Casa Bianca e provocando una vera e propria frizione diplomatica con lo storico alleato d’oltreoceano.

Appena varcata la soglia dell’aula del Congresso, Netanyahu è stato accolto da una vera e propria standing ovation: se ne conteranno 25 al termine del discorso. “E’ proprio quello che Netanyahu vuole che si veda in Israele”, è il commento della Cnn. All’appello mancavano però oltre 50 parlamentari democratici che hanno deciso di non assistere all’intervento. “So che voi siete con Israele. E apprezzo quello che il presidente Barack Obama fa per Israele. Gli sarò sempre grato per l’appoggio che ha dato”, ha esordito il premier israeliano ringraziando il Congresso, “il più importante organo legislativo al mondo”, per l’appoggio “anno dopo anno, decennio dopo decennio. Grazie America per tutto quello che avete fatto per Israele”. Il rapporto fra Stati Uniti e Israele “deve restare sopra la politica”, e questo anche perché “condividiamo lo stesso destino di terra promessa”.

L’accordo in discussione permetterà a Teheran di avere la bomba atomica

“Sono profondamente dispiaciuto che alcuni abbiano percepito la mia presenza qui come politica. Questa non è stata mai la mia intenzione – ha proseguito Netanyahu – sono qui per parlare di una questione, quella del nucleare in Iran, che minaccia l’esistenza di Israele: è una minaccia non solo per Israele, ma per il mondo intero. Dobbiamo stare insieme per fermare la marcia del terrore dell’Iran. Il regime iraniano sarà sempre nemico anche del popolo americano”.

Per questo Netanyahu ha criticato l’accordo a cui si sta lavorando con l’Iran in tema di nucleare, parlando di “troppe concessioni“. “Si concede loro di mantenere vaste infrastrutture nucleari, e gli ispettori non hanno mai fermato le violazioni, come in Corea del Nord. Non si affronta poi il tema dei missili balistici. In questo modo l’Iran potrà creare il suo arsenale nucleare”. Un accordo con Teheran, ha detto ancora il capo del governo israeliano, “sarebbe non un addio alle armi, ma un addio al controllo delle armi. L’accordo non impedirà all’Iran di ottenere armi nucleari: anzi, gli permetterà di arrivare alla bomba atomica“.  Questo “è un cattivo accordo”, ha detto ancora Netanyahu, ma l’alternativa “non è la guerra, bensì un miglior accordo, un accordo che non lascia all’Iran un’ampia infrastruttura nucleare”.

L’Iran deve impegnarsi per un congelamento verificabile di almeno dieci anni delle sue attività nucleari, aveva detto Obama lunedì in un’intervista esclusiva rilasciata all’agenzia Reuters. “Se l’Iran ha la volontà di concordare un numero a doppia cifra di anni durante i quali manterrà il suo programma nucleare fermo dov’è ora, di fatto riportandone indietro elementi che esistono attualmente … se riusciamo ad ottenere questo, e a trovare un modo per verificarlo, non c’è altro passo che potremmo fare che ci dia una garanzia superiore che non hanno l’arma nucleare”, ha detto Obama. L’obiettivo degli Usa, ha aggiunto, e di avere la certezza che in questo decennio “ci sia almeno un anno tra noi che li vediamo tentare di ottenere un’arma nucleare e loro che sono effettivamente divenuti in grado di ottenerla”.

“Se l’accordo in via di negoziazione sarà accettato dall’Iran, non impedirà che questo abbia armi nucleari, ma anzi lo garantirà”, il commento di Netanyahu, secondo cui quella proposta “prevede due grandi concessioni a Teheran”. La prima è che continuerà ad avere vaste infrastrutture nucleari, ha affermato, perché “neanche una sarà demolita” e le centrifughe per l’arricchimento dell’uranio “saranno disconnesse temporaneamente, non distrutte”. “Lascerà l’Iran con vaste infrastrutture nucleari e si basa sugli ispettori per evitare un disastro”, ha dichiarato il premier israeliano. La seconda concessione, ha detto Netanyahu, riguarda il fatto che pur “rispettando l’accordo, Teheran riuscirà a ottenere la bomba nucleare”. “Anche se Israele dovesse rimanere da solo”, reagirà da solo alla minaccia nucleare attribuita all’Iran. “Ma so – ha poi proseguito il premier israeliano fra gli applausi dei parlamentari statunitensi – che non sarà così, perché l’America sta dalla parte d’Israele, voi state con Israele”.

Sprezzante il commento di Barack Obama: “Non ho visto il discorso di Netanyahu, ho letto la trascrizione: non c’era nulla di nuovo“, ha commentato il capo della Casa Bianca. Netanyahu “non ha offerto nessuna alternativa valida” per impedire che l’Iran si doti delle armi nucleari, ha affermato Obama, sottolineando che il legame fra Stati Uniti e Israele è “indistruttibile”. Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che uno dei suoi “primi obiettivi” da quando ha assunto l’incarico è stato quello di prevenire che l’Iran si dotasse delle armi nucleari.