Gianni Cuperlo batti un colpo”. Beppe Grillo si rivolge direttamente all’ex presidente Pd e leader di “Sinistra dem” e invoca l’intesa sul reddito di cittadinanza. Proprio il deputato della minoranza democratica nelle scorse ore ha scritto una lettera a Matteo Renzi con sei proposte e tra queste la misura per aiutare “chi è rimasto indietro o ai margini”. Parole che hanno subito attirato l’attenzione del leader M5S: un disegno di legge in materia esiste già ed è stato incardinato in commissione Lavoro al Senato. I tempi di discussione però sembrano essere molto lunghi e fino a questo momento poche erano state le aperture degli altri partiti.

“Ho letto lettera di Cuperlo a Renzi”, scrive Grillo sul blog. “ben svegliato. Ora in Aula al più presto disegno di legge M5S sul reddito di cittadinanza. Non vi permetteremo di strumentalizzare né i poveri né la povertà. Se la minoranza Pd vuole portare avanti il dibattito parlamentare sul reddito di cittadinanza, i suoi membri si impegnino a far calendarizzare al più presto in Aula la discussione sul nostro disegno di Legge. Cuperlo batti un colpo”.

In commissione l’accordo per approvare il ddl potrebbe arrivare proprio con Sinistra ecologia e libertà (prima firmataria di una proposta sul reddito minimo) e la sinistra democratica. L’interesse sul tema è arrivato proprio da Cuperlo che nella lettera a Renzi ha citato il reddito di cittadinanza tra le sue sei proposte: “Veniamo visti”, ha scritto, “come quelli che si vogliono mettere di traverso e che vogliono sabotare le riforme. Invece in questi mesi abbiamo sempre fatto delle proposte migliorative. Vero è che spesso non veniamo ascoltati. La lettera aperta dice due cose. Primo, guarda Renzi che quando ti sei fidato del tuo partito non ti sei pentito. Secondo, ci sono delle proposte che riguardano povertà, reddito di cittadinanza, imprese. Insomma vogliamo dire che per una berlina non basta cambiare l’olio, ma ci vuole anche del carburante. Abbiamo apprezzato gli 80 euro ma abbiamo chiesto dei miglioramenti per evitare che due precari con un figlio piccolo non vedano un centesimo”.