“Bologna oggi può definirsi terra di mafia. E’ quanto scrive la Direzione nazionale antimafia nella parte di relazione 2014 destinata al distretto del capoluogo e che fa capo a Roberto Pennisi. Il testo, che fa il punto sulla situazione in tutta Italia, è stato presentata a Roma. Al momento di fare un focus sull’Emilia Romagna si evidenzia una situazione di crisi che ha cambiato notevolmente l’immagine della Regione. “Qui è stata accertata l’esistenza”, si legge, “di un potere criminale di matrice ‘ndranghetista la cui espansione, al di là di ogni pessimistica previsione, vede coinvolgimenti con apparati politici, economici ed istituzionali”. A fine gennaio l’inchiesta Aemilia ha portato all’arresto di 117 persone accusate di ‘ndrangheta sul territorio emiliano. L’indagine si è concentrata soprattutto su Reggio Emilia e Modena.

L’infiltrazione ha raggiunto un livello tale per cui si può ora parlare di un vero radicamento. “Quella che una volta era orgogliosamente indicata come una Regione modello di sana amministrazione ed invidiata per il buon livello medio di vita dei suoi abitanti, oggi può ben definirsi ‘terra di mafia’ nel senso pieno della espressione, essendosi verificato quel fenomeno cui si era accennato nella relazione dello scorso anno, quando si era scritto di una infiltrazione che ha riguardato, più che il territorio in quanto tale con una occupazione militare, i cittadini e le loro menti; con un condizionamento, quindi, ancor più grave”.

Gli investigatori considerano ancora più grave il fatto che “questa realtà non si è creata come effetto di un “contagio” delle terre emiliane dovuto alla presenza della ‘ndrangheta negli altri territori dell’Italia settentrionale (ovvero in buona parte della Lombardia, Piemonte e Liguria), bensì per ragioni ed in forza di dinamiche criminali distinte”. E dunque in Emilia “la ‘ndrangheta parla l’accento della zona di Crotone che si fonde con quello locale, ed è specificamente riferibile, al potente sodalizio mafioso di Cutro”. L’influenza di questo sodalizio si estende anche ad altri territori della limitrofa Lombardia (sostanzialmente corrispondenti all’area di competenza del Distretto di Brescia) e del Veneto.