Da Italia ’90 a Roma 2024 passando per la Ferrari e Alitalia. Luca Cordero di Montezemolo sarà il presidente del comitato promotore della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Lo ha annunciato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine della Giunta nazionale del Comitato Olimpico a Roma. L’ex numero uno della Ferrari, ora presidente dell’Alitalia, era da giorni il grande favorito per la guida del comitato.

Mercoledì Montezemolo insieme a Malagò sarà a Losanna dal presidente del Cio, Thomas Bach. Il vice presidente del comitato sarà Luca Pancalli che avrà l’onere e gli oneri di gestire il rapporto con gli enti locali a partire dal comune di Roma. “E’ un accordo che avevo preso con il sindaco Marino – ha detto Malagò – volevo che Luca entrasse come uomo di sport utilizzando al meglio questa esperienza”. Il presidente del Coni ha detto che, per quanto riguarda le altre figure, a partire da quella del direttore generale, saranno ufficializzate successivamente dallo stesso Montezemolo in una conferenza stampa ad hoc.

“Sono molto amico con Luca di Montezemolo – ha detto ancora Malagò – ma mi sforzo di non essere di parte. E’ doveroso che il presidente della candidatura olimpica conosca il presidente del Cio, poi vogliamo fargli assaporare l’atmosfera del Cio a Losanna per entrare nella dovuta confidenza con le persone con le quali dovremo andare a braccetto da qui al 2017”. Malagò ha anche detto che nessun altro nome oltre a quello di Montezemolo era mai stato preso in considerazione e che l’incarico sarà a titolo gratuito.

Manca ancora il resto della squadra, a partire dal direttore generale. “Vogliamo ufficializzarla il prima possibile – dice Malagò – a partire dalla logistica stiamo mettendo i puntini sulle ‘i’. Dobbiamo sfruttare il vantaggio che siamo già in partita mentre altri stanno ancora facendo le valutazioni”. Il numero uno del Comitato Olimpico non fa nomi ma ammette: “Io faccio ancora il tifo per una donna“.

Il nome di Luca Cordero di Montezemolo è legato a un’altra grande esperienza organizzativa, quella del mondiale di calcio di Italia 90: nel 1986, infatti, il manager assume l’incarico di direttore generale del comitato organizzatore della Coppa del Mondo ospitata dall’Italia. Gli scandali sugli appalti arriveranno solo anni più tardi e il nome di Montezemolo non figura in alcuna indagine, ma gli strascichi polemici sulla costruzione degli stadi costati decine di miliardi di lire arrivano fino ai giorni nostri.