Nuove regole per il calcolo Isee e la cosa non agevola gli studenti, anzi. È l’associazione studentesca Link-Coordinamento Univerisitario a denunciare i disagi che rischiano di subire gli studenti. Il dpcm n.159/2013 in vigore dal 2 gennaio 2015 prevede novità per il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) che interessa gli studenti per il pagamento delle tasse universitarie, le agevolazioni e le eventuali richieste di borse di studio. Con il nuovo modello vengono inclusi nell’indicatore tutti i redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare del richiedente, compresi quelli soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo di imposta e quelli esenti da Irpef, che includono le borse di studio: perciò lo studente che nell’anno precedente aveva ottenuto una borsa di studio, se nel 2015 dovrà presentare l’Isee per concorrere a una nuova assegnazione, dovrà indicare anche l’ammontare della borsa già percepita. Il reddito risulterà così maggiore, anche se le condizioni risulteranno le medesime.

Inoltre, in questi giorni, si sta verificando un altro problema: l’Inps dovrebbe rinnovare una convenzione con i Caf (Centro Assistenza Fiscale) per la gestione e la compilazione del nuovo modello, ma ancora nessuna notizia. Perciò gli studenti che, non avendo la certificazione del Caf, non stanno presentado l’Isee, si ritrovano collocati automaticamente all’ultima fascia di reddito (quella più esosa, si parla di 1800/2000 euro annui). Fino a quando non si risolverà questa situazione, l’attuale fase di transizione (tra vecchia e nuova regolamentazione) è paradossale: due studenti che hanno lo stesso reddito e che frequentano lo stesso ateneo si potrebbero trovare in fasce di reddito diverse per il solo fatto di aver calcolato il proprio Isee prima o dopo il 1 gennaio 2015, quando cioè è diventato operativo il nuovo Indicatore della situazione economica equivalente.

Altra novità riguarda il nucleo familiare: eventuali redditi e patrimonio di fratelli o sorelle dello studente richiedente vengono considerati per il loro intero ammontare nel calcolo, mentre prima veniva considerato solo il 50%.

Il portavoce dell’associazione studentesca Alberto Campailla afferma: “Riteniamo poco credibile che in un Paese in cui sempre più persone si ritrovano sotto la soglia di povertà, si possa accettare il rischio che si verifichino tali situazioni. L’applicazione di questo decreto scoraggia molte persone nella presentazione della domanda colpendo quindi assieme ai ‘furbi’ anche coloro che hanno effettivamente bisogno del servizio”. Per agevolare gli studenti LINK  sta portando avanti una campagna informativa e ha elaborato una Guida alla compilazione dell’Isee.