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Matera, la protesta degli studenti da anni senza una sede per il loro liceo: in corteo fino alla Provincia

Una delegazione è stata accolta dai vertici della Provincia e dal sindaco Antonio Nicoletti per un confronto che ha portato ad un obiettivo: istituire un tavolo di confronto mensile
Matera, la protesta degli studenti da anni senza una sede per il loro liceo: in corteo fino alla Provincia
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“Diritto a restare, diritto a studiare”. Dietro questo slogan, in queste ore, centinaia di studenti dei licei classico e artistico “Emanuele Duni” di Matera sono scesi in piazza per manifestare in maniera pacifica i disagi che vivono da anni nella loro scuola. Una storia come tante altre in Italia di promesse mancate, di cantieri mai finiti, di alunni costretti a vagabondare da una parte all’altra della città (firma qui la petizione del Fatto quotidiano “La scuola non si arma, si insegna”). A preoccupare gli studenti sono gli interventi edilizi interni ed esterni alla scuola in atto da un anno e l’ipotesi che la Regione Basilicata possa rientrare in possesso delle aule al primo piano del plesso, con il conseguente trasferimento di una parte delle classi in un’altra sede, al momento non individuata.

Una protesta che è servita dal momento che una delegazione è stata accolta dai vertici della Provincia e dal sindaco Antonio Nicoletti per un confronto che ha portato ad un obiettivo: istituire un tavolo di confronto mensile tra il rappresentante della Consulta provinciale degli Studenti, i futuri rappresentanti d’Istituto e la Provincia. I ragazzi avranno il compito di raccogliere e riportare le problematiche sollevate dalla componente studentesca, garantendo un dialogo diretto e continuativo con le istituzioni. Un traguardo a detta di Michele Caserta, rappresentante del classico che con i compagni ha organizzato la protesta. Gli studenti ci tengono a difendere il loro diritto di studiare. La storia del “Duni” risale al 1864: tra i suoi insegnanti più illustri c’è stato persino Giovanni Pascoli. Fino agli anni sessanta del secolo scorso il liceo si trovava a palazzo Lanfranchi, edificio del Seicento; successivamente è stato spostato in viale delle Nazioni Unite, in un edificio molto grande e rifornito di ogni mezzo per fare didattica.

“Nel settembre del 2018 – racconta Caserta – a seguito di carenze e problematiche strutturali di una certa importanza tutta la scuola è stata costretta ad abbandonare la sede storica trovando una prima sistemazione presso l’istituto agrario della città, per poi stabilirsi fino ad oggi nei locali della Regione Basilicata: un ex ospedale pediatrico che chiaramente non ha un’aula magna, dei laboratori, una palestra, una biblioteca. Fare scuola in queste condizioni è molto complicato”. Parole che sono diventate slogan per la manifestazione che ha visto le delegazioni dei licei in corteo fino alla Provincia per chiedere trasparenza sui tempi e sui piani degli interventi respingendo l’ipotesi di una divisione delle classi tra sedi differenti. La protesta sortito qualche risultato: “La Provincia ha chiesto alla Regione – continua Caserta – di posticipare gli interventi previsti nella nostra attuale sede di via Annibale Maria di Francia, riprogrammandoli per il periodo estivo, anche qualora ciò comportasse il pagamento di una penale. Allo stato attuale, non sono state individuate soluzioni che consentano di trasferire l’intera comunità scolastica in un’unica sede. Né la Provincia né il Comune dispongono, al momento, di strutture adeguate a ospitare tutte le classi del nostro liceo”.

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