Il mondo FQ

“Nella scuola di mia figlia controsoffitto crollato per la pioggia. I giovani sono il nostro futuro, non è accettabile trattarli così”

La testimonianza da Albano Laziale nell'ambito della nostra campagna "Il futuro non si arma, si insegna". La preside: "Problema contingente a un potente acquazzone"
“Nella scuola di mia figlia controsoffitto crollato per la pioggia. I giovani sono il nostro futuro, non è accettabile trattarli così”
Icona dei commenti Commenti

“Perché i nostri figli sono costretti a fare lezione in edifici che perdono pezzi? Che messaggio stiamo dando? I giovani sono il nostro futuro, non è accettabile trattarli così”. A parlare è la mamma di una ragazza dello storico liceo “Ugo Foscolo” di Albano Laziale. Nei giorni scorsi, alla prima ora, si è trovata a scuola tra pannelli di cartongesso caduti a terra e calcinacci. È bastata una violenta burrasca di pioggia per vedere a terra, prima una parte del controsoffitto impregnata d’acqua e poi la palestra allagata. Una situazione arrivata al nostro giornale che ha lanciato la campagna “Il futuro non si arma, si insegna” (firma qui) con una petizione per chiedere stipendi dei docenti adeguati all’Europa e una maggiore attenzione per la scuola. Chi ha strutture fatiscenti o non ha laboratori o registra altri problemi legati alla didattica può scriverci a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it.

Storie come quella del “Foscolo” che è stato costruito nel 1961 e da allora prova a resistere alle intemperie con la manutenzione ordinaria. “Il liceo di Albano Laziale – racconta la mamma che ci ha scritto – ha più di cinquant’anni. È un edificio vecchio. Ogni anno i genitori sono costretti a lamentarsi per qualche disagio. È una situazione che le istituzioni ben conoscono, ma non fanno nulla. Ci sentiamo presi in giro da annunci di interventi che non sono mai risolutivi. Stiamo abituando i nostri ragazzi alla rassegnazione, ad accettare tutto perché come si dice sempre ‘L’Italia funziona così’. Non è questo il messaggio che dobbiamo dare ai giovani”.

A buttare acqua sul fuoco è la dirigente scolastica Adele Bottiglieri che dice di aver seguito minuto per minuto quanto è accaduto tenendo informati gli studenti, le loro famiglie e l’amministrazione comunale. La preside non nega nulla di quanto raccontato dai genitori ma – contattata da ilfattoquotidiano.it – dichiara: “Città metropolitana è intervenuta immediatamente così i Vigili del fuoco che hanno fatto un sopralluogo, isolato la zona pericolosa ma garantito l’agibilità dell’edificio tant’è che i ragazzi sono stati solo spostati ma le lezioni sono proseguite. Si è trattato di un problema contingente a un potente acquazzone. Gli aghi di pino hanno ostruito i canali di scolo che sono stati subito ripristinati. Metà palestra ancora non si può usare perché la pavimentazione in parquet si è rigonfiata. Stiamo ragionando con Città metropolitana sull’intervento da farsi”. Bottiglieri conclude: “Città metropolitana non sempre riesce a seguire la manutenzione quotidiana ma in merito alla sicurezza è sempre stato fatto tutto il possibile. Sa che serve? Un nuovo Pnrr solo per l’edilizia”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione