Nuova risposta del Cremlino alle sanzioni imposte alla Russia da Stati Uniti e Unione Europea. Il premier russo Dmitri Medvedev ha firmato un decreto che mette al bando nei concorsi degli enti pubblici la partecipazione di produttori occidentali di macchinari del settore edilizio, dell’esplorazione delle materie prime e della manutenzione cittadina. Lo riferisce Interfax. Il vicepremier Arkady Dvorkovich ha spiegato che tali macchinari possono essere sostituiti con macchinari prodotti in Russia, in linea con la più ampia politica di sopperire ai prodotti occidentali con quelli made in Russia.

Il provvedimento, che si aggiunge all’embargo sui prodotti agro-alimentari, rischia di danneggiare in particolare l’Italia, uno dei principali esportatori di macchinari. “Nel 2013 l’Italia ha esportato nella Federazione Russa per 10,4 miliardi di Euro (+4,7%), rappresentando il 5º fornitore con una quota del 4,8% – si legge nel report “Analisi delle Esportazioni Italiane nella Federazione russa” elaborato dall’Istituto per il Commercio Estero – secondo i dati delle Dogane Russe, nel 2013 il 41% delle esportazioni italiane verso la Federazione Russa sono state di macchinari e beni strumentali. Tale valore percentuale sale sino al 60% se si aggiungono anche le esportazioni di semilavorati che spesso rientrano nei processi industriali nei quali è utilizzata la nostra tecnologia”.

Mosca si muove anche sul fronte diplomatico. Dopo la proroga della revoca del diritto di voto per la crisi ucraina, la Russia interromperà per tutto l’anno tutti i contatti ufficiali con l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa: lo ha annunciato ufficialmente Alexiei Pushkov, capo della delegazione russa nella stessa assemblea, e presidente della commissione esteri della Duma. Pushkov, che aveva già preannunciato la decisione nei giorni scorsi, ha precisato che Mosca è pronta a mantenere i contatti solo con politici e deputati che erano contrari alla revoca del voto ai parlamentari russi.