A meno di un mese dalle elezioni regionali e dal flop dell’affluenza, il Pd dell’Emilia Romagna è alle prese con altre due grane: l’elezione del segretario provinciale e quella del segretario regionale. Per entrambe le partite si prevedono tempi turbolenti e sono già iniziate le lotte interne tra le varie anime del partito e addirittura all’interno delle stesse correnti. A Bologna la guerra per la poltrona di segretario è già nel vivo e il Pd litiga sulla possibilità di indire il congresso provinciale che ormai, però, pare destinato a non tenersi. Il successore di Raffaele Donini, ora asssessore ai Trasporti in Regione, sarà molto probabilmente eletto dall’assemblea del Pd che si terrà il 21 o 23 febbraio e che è legittimata ad  eleggere un segretario senza passare dal voto degli iscritti. Oltre ai cuperliani, che vogliono far eleggere il loro candidato Francesco Critelli (capogruppo Pd in Comune) direttamente in assemblea, ora frenano sul congresso anche i renziani. Dario Mantovani, sindaco di Molinella, appoggiato dal consigliere regionale Giuseppe Paruolo, attuale vice-segretario provinciale, ha chiesto, dai microfoni di Ciao Radio, di “evitare votifici”. Critelli, dal canto suo, ha i numeri per essere eletto in assemblea coi voti dei cuperliani e della minoranza Pd. Il dato politico però è anche la spaccatura dei renziani tanto che molti parlano ormai di morte dell’area renziana che in questa partita si divide in tre sottocorrenti: quella dei sostenitori di Mantovani, di chi appoggia Marco Lombardo (attuale vicesegretario Pd) e quella del sindaco di Castenaso Sermenghi che sostiene Critelli. A insistere perchè si vada a congresso resta Lombardo. Il fronte pro-congresso, che lo appoggia, sta tentando il tutto per tutto per evitare che il segretario bolognese sia scelto dai 400 delegati dell’assemblea provinciale. E’ uno schieramento trasversale alle correnti che va dal sindaco Virginio Merola e i suoi fedelissimi al consigliere comunale Benedetto Zacchiroli, da alcuni cuperliani come Daniele Ara fino ai civatiani che hanno rilanciato il loro documento a favore dell’assise provinciale (con 33 firme, comprese quella della vicepresidente del partito Sandra Zampa, del senatore Sergio Lo Giudice e della eurodeputata Elly Schlein).

E mentre a Bologna si litiga sul congresso provinciale, si avvicina sempre di più quello regionale che decreterà il successore del governatore Stefano Bonaccini. La corsa per la segreteria, infatti, si riaprirà a breve perchè Paolo Calvano, braccio destro di Bonaccini e favorito per la competizione, dopo essere stato eletto capogruppo del Pd in Regione, rinuncerà quasi senz’altro all’incarico. Questa volta nell’arena hanno intenzione di scendere anche i giovani del Pd che in vista del Congresso hanno già deciso il loro candidato a segretario regionale. Si tratta della giovane turca Giuditta Pini, parlamentare di 30 anni e modenese. Ex segretaria dei Giovani Democratici ed eletta alle primarie nonostante il Pd modenese non vedesse di buon occhio la sua candidatura, è riuscita ad arrivare a Montecitorio e a superare Davide Baruffi, segretario democratico a Modena. Con la Pini potrebbero schierarsi i Giovani turchi e in primis il presidente dem Matteo Orfini. E proprio il presidente Pd, ne avrebbe già parlato con Renzi che non sarebbe contrario all’idea anche perché la candidatura di Pini concilierebbe il mondo renziano dell’Emilia Romagna con quello cuperliano. In Emilia Romagna, poi, i Giovani turchi si stringono da sempre intorno al deputato Andrea De Maria, cuperliano ma capace di tenere insieme queste due anime. Anche Emma Pettiti, neo-assessore al Bilancio della Giunta Bonaccini ed esponenti di rilievo come Roberta Mori appartengono a questa corrente. A livello nazionale, i Giovani turchi possono contare sull’appoggio dell’ex ministro Orlando e di parlamentari come Valentina Paris e Francesco Verducci. “Ho massima stima di Giuditta – conferma il presidente del Pd Matteo Orfini – è una bravissima dirigente poltica, ha passione e dice le cose come stanno, tutte cose che in politica non sono un difetto ma un pregio”..

Ufficialmente, però, nessuno si sbilancia ma pare che Pini sia disponibile. La candidatura di Pini non dispiace al segretario dei Gd Alberto Aitini che interpellato, spiega: “Ha tutte le carte in regola per fare la segretaria regionale. Ha dimostrato in questi mesi in parlamento di saper coniugare il rinnovamento di idee e di contenuti e la difesa dei valori di sinistra, con l’impegno per portare avanti  le politiche del governo. Si è occupata molto di precarietà e diritti, temi finora poco affrontati ma invece cari alla nostra generazione. In più ha sempre tenuto stretto il rapporto con il territorio dialogando con cittadini, amministrazioni locali e imprese”.

Vincere però per Pini non sarà facile. L’establishment più conservatore del partito la vede come il fumo negli occhi e molti esponenti dem hanno già levato in alto gli scudi commentando, ma senza voler essere citati, “Tutti tranne lei”. Di certo sarà difficile che a sostenerla sia il presidente della Regione Bonaccini con cui Pini, durante le primarie per la corsa alla Regione, ha polemizzato dichiarando che non avrebbe votato alle consultazioni perché non si riconosceva nei candidati Pd. Il governatore, invece, appoggerà quasi sicuramente Michele De Pascale, segretario del Pd di Ravenna e coordinatore della campagna elettorale di Bonaccini che è dato come candidato papabile. In campo anche il consigliere regionale civatiano Antonio Mumolo e, molto probabilmente, un candidato di area balzaniana come il parlamentare forlivese Marco Di Maio.