“Renzi fannullone“, attacca Renato Brunetta rispolverando uno dei suoi vecchi cavalli di battaglia. “Non sono d’accordo, basta attacchi personali“, risponde Silvio Berlusconi. Accade anche questo in tempi di patto del Nazareno: l’ex ministro della Funzione pubblica e irriducibile sostenitore del Cav si scaglia contro il presidente del Consiglio e il leader di Forza Italia interviene in sua difesa. Pacta sunt servanda recita l’antico adagio latino, così si invertono i fattori, si superano gli steccati dettati dalle appartenenze politiche nel nome del bene supremo, ovvero la stabilità dell’accordo sul cammino delle riforme raggiunto il 18 gennaio 2014 tra il segretario del Partito Democratico e il leader di Forza Italia. Che pur di rispettare l’accordo sceglie di sacrificare, anche soltanto sul piano della dialettica politica, uno dei suoi uomini più fedeli.

Cos’è accaduto? “Leggo un’ultima agenzia con dichiarazioni dell’onorevole Brunetta che, a suo dire, io condividerei. E’ esattamente il contrario. Non sono d’accordo sui giudizi espressi da Brunetta e neppure sulla sua abitudine di attaccare personalmente gli avversari politici. Chiedo a Brunetta di cambiare atteggiamento”, si legge nella nota firmata da Berlusconi. A scatenare le ire del leader di Forza Italia era stato il capogruppo alla Camera del suo stesso partito, reo di aver dato del “fannullone” al premier Matteo Renzi che ha deciso di “aspettare il 20 di febbraio per fare i decreti legge fiscali che tutti gli italiani aspettano, perché stanno morendo di tasse”.

Il presidente dei deputati azzurri, intervistato dal Gr1 su Radio Rai, ha sottolineato poi che Renzi “blocca nel contempo il Parlamento per fare due riforme che io considero del tutto inutili, che comunque entreranno in vigore nel 2016 o nel 2018″. E ha ricordato che il presidente del Consiglio “non è il padrone del Parlamento. Non lo è nemmeno della sua maggioranza, che ha molti problemi. Renzi faccia il leader, se ne è capace”.

Ma a scatenare l’ira dell’ex Cavaliere è stata la risposta alla domanda se Berlusconi, secondo Brunetta, fosse d’accordo con queste sue tesi. “Assolutamente sì”, ha replicato lo sventurato. Evidentemente però la ricerca di un accordo sul prossimo inquilino del Quirinale suggerisce di evitare frizioni con il segretario del Pd. E quegli “attacchi personali” che, pure, in passato Berlusconi non ha certo lesinato. Di qui la decisione di bacchettare pubblicamente l’ex ministro.

“Per antica consuetudine tutte le mie analisi e le mie dichiarazioni sono sempre state concordate con il presidente Berlusconi, anche quando Berlusconi cambiava parere”. Così Brunetta risponde alla nota del Cav che lo “riprendeva” e aggiunge di non aver fatto nessun attacco ma di aver risposto solo “a una battuta inconsistente di Renzi”.