Mettere a bilancio un milione e mezzo di euro per salvare, almeno per il 2015, i sistemi bibliotecari lombardi. E bisogna fare in fretta, perché il bilancio di Regione Lombardia andrà in approvazione lunedì 22 e martedì 23. La speranza che questi soldi vengano inseriti nello strumento amministrativo regionale passa da un emendamento proposto dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Fiasconaro, anche componente della Commissione Cultura.

Il problema nasce dai tagli effettuati dal governo che cadono a pioggia sugli enti territoriali. In sostanza verranno a mancare i soldi che le Province, enti in via di trasformazione profonda, mettevano ogni anno per garantire il funzionamento dei sistemi bibliotecari provinciali. E a rischio sono il servizio prestiti, soprattutto quelli interbibliotecari, catalogazione e anche gli orari di apertura delle strutture potrebbero subire riduzioni. Non ci sono soldi.

Quel milione e mezzo che Fiasconaro chiede di mettere a bilancio della Regione garantirebbe il funzionamento dei servizi almeno per il 2015. Ma c’è un problema: “La Giunta Regionale – spiega il consigliere dei Cinque Stelle – ha cancellato le biblioteche dai programmi di finanziamento regionale per il 2015. Il Documento di Economia e Finanza 2014, il principale strumento della programmazione economico-finanziaria della Regione, presentato qualche tempo fa, esclude i sistemi bibliotecari da finanziamenti futuri. La frase inserita nello stesso documento, ‘valorizzazione del volontariato culturale anche in funzione del mantenimento del servizio territoriale’, la dice lunga su quali siano le intenzioni della Giunta”.

La Regione, a fronte di consistenti tagli dal governo centrale, manterrà i propri impegni nei confronti delle biblioteche, con 395mila euro, ma non pare intenzionata a supplire alle carenze delle Province. Nella Direzione Generale Cultura della Regione si sapeva di questi tagli alle Province e due conti erano stati fatti. Con un milione e mezzo di euro, appunto, si sarebbe salvato il sistema bibliotecario lombardo almeno per il 2015. Ma l’ipotesi dello stanziamento di questi soldi in un capitolo di bilancio speciale si è scontrata con il ‘niet’ dell’assessorato al Bilancio. Con le risorse attuali le biblioteche avevano già difficoltà a effettuare servizi come la catalogazione e il prestito. Hanno quasi azzerato le attività culturali, fatto economia su tutto, anche sulla cancelleria. “Figuriamoci – prosegue Fiasconaro – se verranno a mancare i soldi delle Province. A quel punto i sistemi dovrebbero fare tutto con i soldi dei Comuni. Largamente insufficienti”.

Se anche passasse l’emendamento del Movimento 5 Stelle, il problema sarebbe soltanto rimandato al 2016. In questo contesto deprimente dal punto di vista culturale, perché si va a colpire uno dei pilastri della libera circolazione delle idee, si inserisce anche la confusione sulle competenze che le Province manterranno dopo la riforma Delrio. Stando a quanto dichiarato dal Governatore Roberto Maroni la Regione lascerà alle Province lombarde le competenze attuali, compresa quella sulle biblioteche dunque. A quel punto si tratterà di trovare un modo per garantire i fondi, che le Province non hanno più per i sistemi bibliotecari perché, a causa dei tagli statali, le destinano ad altri interventi. “Azzerare gli stanziamenti per le biblioteche – conclude il consigliere pentastellato – significa rinunciare a un patrimonio costruito in anni e la Regione dovrebbe almeno impegnarsi a stanziare quanto sufficiente per mantenere in efficienza il sistema. Prima di toccare servizi essenziali al cittadino come la sanità e i motori della crescita come la cultura i tagli devono essere fatti sulle grandi e inutili opere speculative che stanno sorgendo in Lombardia”