Guerra aperta tra Pd e Movimento 5 Stelle sui conti passati e presenti del Comune di Livorno. Nomina di un direttore generale, rimborsi agli assessori “pendolari” e spese per il mezzo personale del sindaco al posto dell’auto blu: secondo il gruppo consiliare democratico la giunta Nogarin non avrebbe affatto abbattuto i costi della politica ma al contrario avrebbe generato una “lievitazione della spesa comunale di oltre 400mila euro“. Nel mirino anche il bilancio di previsione 2015: “12 milioni di euro di tasse in più”. Accuse rispedite al mittente dallo stesso Nogarin: “Polemiche strumentali – dichiara a ilfattoquotidiano.it – la riorganizzazione della macrostruttura comunale mira proprio a tagliare sprechi e a rendere la macchina amministrativa più efficiente. Le tasse? Bisogna fare i conti con i tagli del governo”.

Dg, auto blu e nuovi dirigenti: l’accusa del Pd
Il Pd punta il dito contro l’avvenuta nomina di un direttore generale (“Il Comune non ce l’ha dal 2009 e non è obbligatorio per legge. Ci costa 129mila euro”) e la decisione del sindaco di rifiutare “populisticamente” all’auto blu in favore del mezzo personale, decisione che secondo il Pd comporterebbe 15mila euro di maggiori spese annue. Contestata anche l’assunzione (“200mila euro annui di stipendio in due”) di “due dirigenti tecnici di fiducia del sindaco a tempo determinato” a fronte del trasferimento a altri servizi di due dirigenti a tempo indeterminato. La giunta viene anche accusata di non essersi ridotta l’indennità di un ulteriore 10% come promesso.

I Cinque Stelle: “Tutte balle”
Cosa rispondono i 5 Stelle? “La nomina di un direttore generale – spiega Nogarin – è avvenuta perchè vogliamo raggiungere alti livelli qualitativi e governare la macchina amministrativa in modo ottimale”. Stesso ritornello per il capitolo dirigenti. Rinunciare all’auto blu ha comportato maggiori spese? “Tutte balle, posso dimostrarlo. Non ci scordiamo poi che i due autisti sono stati reinseriti nella macchina amministrativa a svolgere altre funzioni”. Poi l’affondo: “Il Pd si ricordi che con la nostra amministrazione non ci saranno più manager di società partecipate con guadagni esorbitanti”. Anche l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti controbatte alle accuse: “Le tasse? Sarebbe opportuno ricordare che solo nel 2015 il governo Renzi ci taglierà 5 milioni di euro”. La giunta ha annunciato tagli al sociale e un aumento delle aliquote Tasi (dal 2,5 al 3,5 per mille), Irpef (ad esempio dallo 0,45% allo 0,77% per lo scaglione tra i 15-28mila euro). La manovra dovrebbe comportare anche un aumento della Tari. Il gruppo consiliare pentastellato ha però chiesto alla giunta di rivedere alcune scelte: “Stiamo studiando tutte le soluzioni possibili per ridurre i tagli” assicura Lemmetti, impegnato a portare il bilancio di previsione 2015 in consiglio comunale entro fine anno.

“Le tasse? Sarebbe opportuno ricordare che solo nel 2015 il governo Renzi ci taglierà 5 milioni di euro” 

La giunta: “Costi della politica: stiamo mantenendo le promesse”
La giunta si sta o no riducendo l’indennità? “Certo, dalle scorse settimane – precisano dallo staff del sindaco – è stato aperto un conto su Banca etica su cui sono iniziati a confluire i versamenti. Anche i consiglieri comunali, attraverso il gettone di presenza, hanno iniziato a contribuire. Ci piacerebbe riversare queste somme nel sociale”. I rimborsi agli assessori “pendolari”? “La maggior parte dei soggetti coinvolti sta studiando soluzioni logistiche per rinunciarvi in tutto o in parte”.

E il M5s contrattacca: “Banche rosse e scenari apocalittici”
Inevitabile lo scontro tra Pd e Movimento 5 Stelle ha riguardato anche i bilanci del passato. La precedente amministrazione è stata accusata di aver nascosto 200 milioni di euro di debiti “sotto i tappeti” delle società partecipate e di aver celato nei cassetti “mutui, contratti, fidi e derivati tossici” a tutto vantaggio “delle banche cosiddette rosse”. Conti che vengono definiti da “scenario apocalittico”. Alle accuse avevano risposto nei giorni scorsi dalle colonne de Il Tirreno l’ex sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore al bilancio Valter Nebbiai. Secondo i due esponenti Pd il gruppo consiliare grillino starebbe cercando in realtà di “oscurare e giustificare la gravità delle scelte operate dalla giunta Nogarin sul bilancio 2015”. Gli ex amministratori hanno poi precisato che il Comune non detiene alcun derivato. Lo deterrebbe invece “da oltre 10 anni” la Liri (società partecipata al 100% proprietaria delle reti del servizio idrico e del gas). I debiti di finanziamento delle società totalmente partecipate ammonterebbero invece non a 200 milioni di euro bensì a 57: “Se però si considerano tutte le società partecipate – interviene Lemmetti – l’indebitamento del Comune rispetto alle quote detenute sale a circa 100 milioni di euro”. La guerra dei conti, passati e presenti, va avanti.