Una lite per gelosia, il ragazzo che la spinge a terra e la annega, tenendole la testa sott’acqua. Sarebbe morta così, secondo gli investigatori, Federica Mangiapelo, la ragazza di 16 anni che, la mattina dopo la festa di Halloween del 2012 è stata trovata morta a Vigna di Ville, sulle rive del lago di Bracciano, nel Lazio. Venerdì, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Civitavecchia ha ordinato gli arresti domiciliari per Marco di Muro, ex fidanzato della ragazza e unico indagato per la sua morte, per omicidio volontario aggravato.

La svolta nelle indagini si è avuta con una perizia tecnica in sede di incidente probatorio, la quale ha stabilito che Federica è deceduta non per cause naturali, ma per una morte violenta. I Carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia e della compagnia Cassia sono andati a prendere il giovane, oggi 20enne, nella sua abitazione di Formello, vicino a Roma, e lo hanno portato in caserma per dargli notizia dell’ordinanza del gip.

Una svolta dopo due anni in cui sembrava che il caso si stesse arenando e che potrebbe portare a risposte concrete sulla morte della ragazza che, due anni fa, stava partecipando a una festa di Halloween e, la mattina seguente, è stata ritrovata senza vita e con i vestiti bagnati sulle sponde del lago. Il fidanzato ha sempre dichiarato di non essere stato con lei quella sera, ma fu l’unico inserito subito nel registro degli indagati. All’epoca, gli investigatori precisarono che si trattava di un “atto dovuto“, necessario per consentire agli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche di effettuare gli accertamenti del caso. L’ipotesi di reato era “morte come conseguenza di altro reato”, visto che gli inquirenti stavano vagliando la pista dell’abuso di droga.

“Ora siamo un pò più vicini alla verità”, ha commentato Luigi Mangiapelo, padre Federica, che poi ha aggiunto: “Sono due anni che cerchiamo di fare luce su questa vicenda, è arrivata la svolta che tutti aspettavamo”. L’uomo torna sugli sviluppi delle indagini e si dice scosso perché, a suo dire, gli investigatori avrebbero imboccato la strada giusta per arrivare alla verità: “Emerge un quadro molto diverso da ciò che si diceva all’inizio – continua l’uomo -, quando si parlava di miocardite come causa della morte. Ora attendo gli sviluppi, emotivamente sono un pò scosso”.

Anche Andrea Rossi, il legale della madre di Federica, Rosella, si dice soddisfatto della novità: “C’è stata una svolta – ha commentato – Questa è evidentemente la conseguenza dell’incidente probatorio che è stato effettuato per accertare le reali cause della morte”. L’avvocato ricorda gli sforzi fatti dalla famiglia per far sì che il caso non venisse archiviato: “Ci eravamo opposti all’archiviazione -prosegue il legale- Le attività della famiglia per arrivare alla verità non si sono mai fermate. A questo punto ci aspettiamo il rinvio a giudizio per Di Muro e un processo che consenta finalmente di fare luce sulle cause della morte di Federica. Questa svolta è anche un riconoscimento a chi, come la mamma di Federica, si è sempre rifiutata di credere che la causa della morte fosse una miocardite”.