L’Eni ha sospeso la valutazione delle opzioni, a partire dalla cessione, per la quota detenuta in Saipem a causa delle condizioni di mercato che sono divenute instabili. E’ quanto si legge in una nota del gruppo petrolifero italiano. “Lo scorso mese di luglio Eni – si sottolinea – aveva annunciato l’adozione di una nuova struttura organizzativa ancor più focalizzata sul business oil & gas. In questo contesto la partecipazione in Saipem era stata definita non più funzionale al perseguimento degli obiettivi strategici di gruppo”.  A valle di questa decisione, rileva Eni, “era stata avviata, con il contributo di un Advisor finanziario, la valutazione di una serie di opzioni. Recentemente le condizioni di mercato sono divenute instabili e pertanto, pur confermando tale strategia, la valutazione delle opzioni è sospesa”.

L’annuncio ufficiale da parte del gruppo petrolifero è arrivato all’indomani del cda della stessa Saipem, da cui però non erano emersi dettagli particolari sul futuro immediato della società. Già un mese fa l’ad dell’Eni Claudio Descalzi, malgrado le avances da parte dei russi di Rosneft, interessati all’affare, aveva avvertito che con il “mercato un po’ calante” non c’era nessuna fretta di vendere. Ma adesso qualunque valutazione “è sospesa”, in attesa di tempi migliori. Anche perché tra il prezzo del petrolio crollato, il gasdotto South Stream che non si fa più, i target finanziari rivisti al ribasso, le indagini in Algeria e in Nigeria, in sei mesi il titolo Saipem è crollato del 57 per cento.