“Non interverremo mai sui forum”. “Non chiederemo mai la cancellazione di contenuti dai blog”. Erano stati chiari gli esponenti dell’Autorità prima di varare il Regolamento Agcom sulla rimozione dei contenuti sul web, (senza passare per il Parlamento peraltro), a partire dal Presidente stesso dell’Agcom, Cardani, in audizione presso le competenti Commissioni  parlamentari.

E invece uno straordinario numero di blog, forum di discussione, siti privati, di pubbliche amministrazioni, per non parlare dei provider oggetto di continui ordini di rimozione, sono raggiunti da “gentili” inviti dell’Agcom a rimuovere conversazioni, link, e come vedremo anche blog. In questi giorni un blog in particolare, chiamato “autoconoscenza” sparisce dal web a seguito di un ordine dell’Agcom.

Agcom, come si vede dal provvedimento allegato, ordina la rimozione  per ragioni di copyright, perché in un post del titolare del blog vengono menzionate le risposte di un test sulla conoscenza (il solito eufemismo, l’adeguamento spontaneo) su cui vi sarebbe il copyright. Ma a sparire è l’intero blog contenente riflessioni, come avviene in tutti i blog del mondo, con decine e decine di pagine di parole del tutto innocenti sparse per tutti i mesi e gli anni da quando esiste. Questo è quel che ne rimane.

rimozione blog

Era forse un blog in odore di mafia? Accusato di violare le leggi antiterrorismo, pericoloso per sé e per gli altri? Non sembra, almeno a giudicare da quello che ne rimane nelle pagine di ricerca di Google. Questi sono i post del blog “desaparecido” che si possono ancora trovare sul motore di ricerca: “Mia nonna da bambino soleva dirmi “ma che vieni da la Preta Camela?” per rimarcare un certo spaesamento e difetto di perizia in faccendine”. Oppure: “La fede intesa come fiducia nella verità di fatti, testimonianze, promesse e affermazioni non immediatamente evidenti o riscontrabili”.

E, ovviamente non è importante chi e come abbia rimosso il blog, se l’uploader o Google o chiunque altro. Un blog che non sembra avere niente a che fare con la pirateria, non può sparire in un Paese occidentale a seguito di una comunicazione di una Istituzione che si chiama Autorità nelle garanzie nelle comunicazioni.

Si capisce forse perché Freedom House nel suo rapporto del 2014 sullo stato del web in 65 paesi abbia equiparato queste pratiche italiane non autorizzate da un Magistrato, agli ordini amministrativi di blocco dei contenuti della Russia di Putin, del Kazakistan di Nazarbaev o della Turchia di Erdogan.

Ma si dirà, Agcom in realtà non si sta occupando di blog o di attività che pirateria non sono. Sbagliato. Agcom sta operando eccome nei confronti di forum, di blog o di siti privati, solo che il cittadino non lo può sapere. E perché? Semplice.

Nella sezione del sito di Agcom dedicata al diritto d’autore dovrebbero essere riportate tutti i procedimenti, ma cosa fa Agcom? Divide in due i numeri delle attività che svolge: le istanze ed i procedimenti, e ne pubblica solo alcuni. Basta andare a vedere sul sito dedicato e verificare che ad oggi, secondo l’Autorità vi sono 217 istanze, ma i procedimenti che figurano sul sito sono solo 96. Mancano all’appello 121 istanze. Per il comune cittadino va spiegato che Agcom ha deciso di agire solo su istanza di parte e non d’ufficio. Questo significa però che, in base alla legge sul procedimento amministrativo  e secondo il suo stesso Regolamento, Agcom deve aprire per forza un procedimento e, semmai dopo aver fatto tutte le verifiche, può archiviarlo in via amministrativa, anche quando al limite, le istanze sono irricevibili, perché scritte male. E che tutti dovrebbero poter vedere sul sito dedicato i procedimenti finali di quelle istanze e verificare cosa stia facendo l’Autorità, oltre ad avere numeri diversi sull’entità dell’intervento dell’Agcom. Ed infatti alcune di queste sono pubblicate, ma si contano sulle dita di una mano.

In pratica le istanze si devono trasformare in procedimenti, e, quindi dovrebbero essere pubblicate sul sito come tutte le altre. Se questo non avviene può accadere che il pubblico veda solo quello che l’Autorità decide di mostrare, dando la sensazione che l’attività sia rivolta solo alla pirateria. Dove sono allora  le altre istanze? Quanti blog sono stati diffidati? Quanti forum e discussioni sono stati cancellati in base all’adeguamento spontaneo? Spontaneo di chi poi? Di Google o dei blogger? Dell’hosting provider? Dove sono le altre 121 istanze? E i forum? Nonostante questo limite, alcune notizie filtrano, e si vede che Agcom sta intervenendo in questi giorni pesantemente su forum pubblici, ordinando la rimozione di conversazioni contenenti frasi che violerebbero il copyright.

Guardate questo procedimento. Qui Agcom rileva la presenza di frasi tratte da una opera che sarebbe coperta dal copyright, e dunque ordina la cancellazione del link corrispondente alla conversazione. Solo che Yahoo!, forse ricordandosi di provenire da un Paese ove il primo emendamento costituisce un limite sacro all’amministrazione nel poter intervenire nei temi della libertà d’espressione, non adempie. E cosi si può vedere quale conversazione Agcom abbia deciso di far sparire dal web: si tratta della discussione sulla bontà dei test adottati per l’ingresso nelle forze armate. Nella conversazione si apprezza anche un dibattito sul livello discriminatorio di questi test soprattutto per quel che riguarda eventuali tendenze diverse dalla eterosessualità.

Ancora. Virgilio, sempre su ordine di Agcom cancella un’intera conversazione fra diverse persone dal suo spazio di discussione Forumfree, promosso da giovani dell’hinterland milanese. Questo è quel che  ne rimane.