Uno schiaffo ai 450 operai dipendenti di Livorno, alle istituzioni locali e al governo. L’azienda americana di componentistica Trw ha infatti inviato una lettera ai lavoratori comunicando l’intenzione di procedere alla chiusura dello stabilimento “a causa della perdurante crisi del settore”, senza aspettare l’esito del tavolo al ministero già programmato per il prossimo 20 novembre. Niente ripensamenti, anzi, Trw sembra voler accelerare i tempi. E ai dipendenti (in contratto di solidarietà fino a fine anno) fa capire che converrebbe loro trovare un accordo per risolvere il rapporto di lavoro entro il prossimo 31 dicembre in modo tale da poter continuare a beneficiare dell’attuale normativa sugli ammortizzatori sociali: “Se saremo in grado di trovare un accordo prima della fine dell’anno in corso, sui termini e condizioni della chiusura dello stabilimento – scrive l’azienda – molti di voi potranno beneficiare dell’attuale normativa sull’indennità di mobilità, la cui durata, in base alla legge italiana, verrà ridotta per coloro che cesseranno il loro rapporto di lavoro a partire dal 1 gennaio 2015”.

L’azienda (in procinto di essere acquisita dalla tedesca Zf) prevede anche un “congruo incentivo economico pagabile già quest’anno”. Il comportamento di Trw non è affatto piaciuto al viceministro allo sviluppo economico Claudio De vincenti: “Iniziativa impropria e inopportuna”. Confermato comunque l’impegno del governo a “salvaguardare le prospettive produttive e occupazionali del sito”. Critico anche il governatore Enrico Rossi: “E’ un capitalismo che aggredisce la democrazia”. La lettera ai dipendenti? “Provocazione inutile” taglia corto l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini. Il passo dell’azienda (che ha confermato la volontà di investire negli altri stabilimenti italiani) ha mandato su tutte le furie i dipendenti livornesi, da settimane in presidio permanente dentro la fabbrica: “Inaccettabile” attacca Simone Puppo della segreteria provinciale Fiom. Nel pomeriggio del 14 novembre gli operai si sono radunati davanti alla prefettura per un presidio di protesta. In segno di solidarietà il consiglio comunale si è temporaneamente sciolto per permettere ai consiglieri di raggiungere il presidio: “Grande sconcerto per l’ennesimo esempio di capitalismo mordi e fuggi” ha dichiarato il sindaco Filippo Nogarin (assente per un impegno con l’Anci) attraverso una comunicazione letta in consiglio comunale dall’assessore Francesca Martini. A fine ottobre Ministero, istituzioni locali e sindacati avevano chiesto all’azienda di ritardare almeno di un anno la chiusura, così da dare tempo al territorio di cercare soluzioni alternative: la lettera di Trw sembra invece confermare la volontà di un veloce disimpegno. Livorno, già in ginocchio per una tremenda crisi occupazionale, aspetta una svolta.