Favorevoli 125, contrari 367. E nessun astenuto. Con questi numeri la Camera dei deputati ha bocciato la mozione di sfiducia presentata da Sel e Movimento 5 Stelle contro il ministro dell’Interno Angelino Alfano, accusato di non aver detto la verità su quanto accaduto durante la manifestazione degli operai Ast di Terni, che il 29 ottobre sono stati caricati dalle forze dell’ordine a Roma. “Il ministro Angelino Alfano ha mentito alle Camere” aveva attaccato l’esponente di Sinistra ecologia e libertà ed ex sindacalista Fiom Giorgio Airaudo nella motivazione dell’iniziativa parlamentare contro il titolare del dicastero dell’Interno. Il provvedimento è stato presentato da Sel e M5S. A favore anche la Lega Nord e Fratelli d’Italia.

Alfano, in un’Aula semivuota con al suo fianco i colleghi ministri della Giustizia Andrea Orlando e dei Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, ha ripetuto la sua difesa, ma per la prima volta ha ammesso che ci siano state delle cariche contro gli operai per autodifesa della polizia. “Respingo la ricostruzione che io abbia influenzato l’azione delle forze dell’ordine quel giorno”, ha detto il ministro intervenendo in Aula. “Io dico no alla dietrologia su quanto accaduto a Roma. Ho visto le immagini della trasmissione di Rai3 Gazebo, non smentiscono la ricostruzione dei fatti offerta da me in Parlamento. La mozione e la discussione vanno bel oltre la ricerca della verità. Nella mozione si evoca una nuova linea e un indirizzo sotto il quale sarebbe ispirata la linea della polizia. Respingo decisamente questa accusa”. Una mozione di sfiducia “pretestuosa e strumentale è stata letteralmente seppellita da 367 voti”, ha detto Alfano, aggiungendo che li considera 367 voti “a favore delle forze dell’ordine e di tutti coloro i quali non hanno voluto strumentalizzare quella brutta giornata”.

Video di Manolo Lanaro

Il ministro dell’Interno critica la mozione, che presenta “un livello inusitato di preconcetta faziosità” ed informa che il 12 novembre si insedierà un tavolo di confronto con i sindacati “per la governance delle manifestazioni che hanno a tema il lavoro e l’occupazione”. Alfano ha poi ripetuto la sua ricostruzione dei fatti: “Era stato intimato l’alt, l’ordine non è stato ascoltato dal corteo ed è seguito lo scontro tra polizia e manifestanti. Al momento cruciale, gli agenti erano in numero esiguo e la carica è stata ordinata a sostegno di quei pochi agenti che altrimenti non sarebbero riusciti a impedire che il corteo uscisse da piazza. Il 12 novembre si insedierà il tavolo tra Viminale e sindacati in vista delle manifestazioni che ci attendono”.

Video di Annalisa Ausilio

Ad attaccare il ministro era stato invece Airaudo. “Lei ha mentito alle Camere“, ha detto il responsabile Lavoro di Sel che ha messo in discussione le parole del politico Ncd. “Le immagini dimostrano che qualcuno ha dato l’ordine di caricare”, ha aggiunto Airaudo, definendo le cariche di polizia “immotivate”. “Noi pensiamo che chi sbaglia debba pagare, non cerchiamo capi espiatori. Se non vi è una responsabilità noi pensiamo che alla fine debbano rispondere i massimi capi, quindi lei signor ministro, bastava scusarsi e oggi avremmo potuto discutere della Ast di Terni”. Così anche il deputato del Movimento 5 stelle Giuseppe D’Ambruosio: “Perché Orfini e il Pd non votano a favore di questa mozione di sfiducia, visto che c’è un video che smentisce le parole del ministro dell’Interno Angelino Alfano?”.

La bocciatura della mozione di sfiducia, tuttavia, era nell’aria. Il Pd, infatti, aveva annunciato il suo voto contrario. “Voteremo contro”, aveva detto il deputato Alessandro Naccarato, “questa mozione perché strumentalizza la protesta degli operai di Terni. E’ evidente che non c’è stato nessun ordine e nessun intento repressivo” e “chi parla di ordini specula sulle disgrazie dei lavoratori ed è in malafede”. A favore della sfiducia invece la Lega Nord. “Non potevamo”, aveva detto il deputato del Carroccio Matteo Bragantini, “lasciarci sfuggire l’occasione di sfiduciare Alfano, il peggior ministro dell’Interno degli ultimi anni, che dovrebbe difendere il territorio e invece lascia che in Italia arrivino 150mila clandestini. Noi riferendosi alle polemiche sugli scontro tra polizia e lavoratori dell’Ast- non andiamo contro le Forza dell’Ordine di cui riconosciamo la professionalità, anche se possono sbagliare. Noi andiamo a colpire il mandante, il ministro che non ha lavorato come un buon ministro dell’Interno avrebbe dovuto fare”.